Donne

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“Magda Lemonnier ritaglia parole dai giornali, parole di tutte le misure, e le conserva in scatole. Nella scatola rossa conserva le parole furiose. Nella scatola verde, le parole amanti. Nella scatola azzurra, quelle neutrali. Nella scatola gialla, quelle tristi. E nella scatola trasparente conserva le parole magiche”. Sherazade ogni notte racconta al sultano delle storie magnifiche affinché lui rimandi la sua esecuzione, spinto dal desiderio di sentirla narrare e le parole diventano in tal modo la salvezza per la giovane moglie. La schiava Tituba si occupa delle figlie del reverendo Samuel Parris, mentre nella Salem del 1600 si agitano tempi oscuri, tempi di streghe e sospetti, e di bocca in bocca volano terribili accuse che accompagnano anime innocenti al patibolo. Rigoberta Menchù ha visto devastare la terra natia e sterminare la sua famiglia, nel 1992 riceve con orgoglio il premio Nobel per la pace: “Ricevo questo premio come un omaggio al popolo maya, sebbene arrivi con cinquecento anni di ritardo.” Louise Michel decide di apprendere la lingua degli indigeni della Nuova Caledonia, di attraversare la loro foresta senza farsi intimidire dal pregiudizio e incontrarli per conoscerli e comprenderli, per poi scoprire che sono loro a comprendere lei. È il 1901 quando Elisa e Marcela decidono di sposarsi, per ingannare tutti e portare a termine la celebrazione delle nozze Elisa si veste da uomo, ma l’inganno non dura e accusate di condotta scandalosa e sacrilegio sono costrette a fuggire in Portogallo. Una fuga inutile che le conduce dentro le mura del carcere, eppure la prigionia non spezza il loro legame e dopo una fortunata evasione non resta che mutare i propri nomi e svanire nel nulla per vivere libere il loro amore…

Poche righe, appena dei frammenti per incidere nella nostra memoria l’effetto di un’esistenza. Gesti e pensieri di donne, leggendarie o reali, che hanno apportato al mondo un cambiamento, una scossa per mutarne il corso, per scombinare i piani degli uomini. Per difendere le loro scelte sono state derise, umiliate, violentate, torturate, bandite, incarcerate, abbandonate. Nulla di tutto ciò le ha fermate. Che si tratti della mitologica Pandora o della vulnerabile Florence Nightingale, della contestata Aspasia o dell’infelice Emily Dickinson, ciascuna di loro ha lottato per difendere la propria autodeterminazione. Queste vite si susseguono pagina dopo pagina, attraverso memorie, eventi storici, amori e morti, in alcuni casi non viene menzionato il nome della donna di cui si racconta, lo si lascia intuire tra le righe. Figure più o meno note, alcune trascurate e di cui andrebbe recuperata la memoria. Eduardo Galeano, scrittore e giornalista uruguaiano dallo stile poliedrico, nato a Montevideo nel 1940 ha affrontato il regime militare, il carcere ed è sfuggito alle persecuzioni degli squadroni della morte per poi spegnersi nella sua città natale nel 2015. Ha regalato alle donne un pezzo del loro passato, un omaggio per continuare a credere nelle proprie risorse e nel cambiamento sociale e politico che grazie alla loro forza possono guadagnare. Al termine del libro sono indicate le fonti da cui Galeano ha tratto materiale e ispirazione per questa sua opera.



 

 

 

 
 
 
 

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