Donne che leggono libri proibiti

Donne che leggono libri proibiti

È la primavera del 1962. Marjorie, hostess della TWA, senza legami né famiglia, è il motore che muove un gruppo di amiche: Gloria, Dot e Liddy. È anche la portatrice di novità e propone follie nei loro incontri periodici, tipo un giro di vodka alle undici e mezzo del mattino. Le altre non sono proprio d’accordo, dato l’orario, ma lei, sempre piena di verve e iniziativa, praticamente mette l’orologio a testa in giù: “Ecco fatto, adesso sono le cinque del pomeriggio!”. Così si sente autorizzata anche a correggere la vodka con un goccio di vermut e un paio di olive. Marjorie è reduce dall’ennesimo volo a Parigi, dove si beve anche a pranzo e non solo, tant’è che butta all’aria il perbenismo di tutte, anche di Dot che gira con il pesante volume del “Bon ton, guida alle buone maniere per la donna contemporanea” in borsa e vi fa riferimento per documentarsi, da quando si è fidanzata con Robert. Sono legate da anni e dalla prima media le quattro hanno una modalità curiosa di istituire patti segreti: prendono una decisione e la formalizzano suggellando l’accordo con una boccata a quattro sigarette, trattenendo fiato e fumo per 15 secondi in modo che tutto giunga nei recessi più intimi delle loro anime, dimorando per sempre in loro. L’ultimo patto dice che si trasferiranno a Parigi non appena i figli saranno cresciuti e i mariti saranno schiattati. Ma da Parigi Marjorie si è portata anche una “lettura istruttiva”, “Il manuale della casalinga sulla promiscuità selettiva”... È così siglato il patto n. 35: il “Dirty Book Club”, ovvero il “Club dei libri proibiti”…

Dicono che le donne siano le peggiori nemiche di loro stesse, che per invidia e superficialità non si appoggiano mai l’una con l’altra, non riescono mai a fare fronte comune, a legare, a combattere fianco a fianco, altrimenti questa società funzionerebbe meglio e magari le donne sarebbero in grado di spalleggiarsi per ricoprire incarichi prestigiosi o per far valere la loro uguaglianza di genere... Forse è così, ma di certo quando le donne sono amiche, lo sono sopra ogni cosa e si spalleggiano, si sostengono, si difendono, si coprono, fanno sì che le loro amiche vengano prima di qualsiasi altra cosa, a volte anche prima delle loro stesse famiglie. E questo romanzo ne è la riprova. Sono due i gruppi di amiche raccontati e per altro il primo lascia molto in eredità al secondo, facendo sì che le quattro ragazze contemporanee possano scoprire anche molto del loro passato (almeno alcune) rimasto un segreto fra le prime quattro degli Anni Sessanta, difeso e protetto. Curioso il fatto che si siano scritte lettere (che poi hanno tramandato a chi è arrivato dopo di loro), proprio attraverso le recensioni di libri proibiti, in cui la trama dei romanzi che leggevano si intrecciava a volte con il loro vissuto personale, con amanti, mariti, sogni erotici e realtà. Soprattutto dalle letture hanno tratto insegnamenti, riuscendo a perdonare, perdonarsi e a trovare motivi di giustificazione per i propri comportamenti e quelli altrui. Anche perché, pur non volendo, sono riuscite a mettere le mani anche sui mariti delle loro stesse amiche!



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