Donne che urlano senza essere ascoltate

Donne che urlano senza essere ascoltate
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Marta al-Bania è rimasta orfana di entrambi i genitori che non aveva ancora dieci anni: da allora vive con un vicino, sua moglie e i figli nella casa in cui era stata abbandonata dopo i tragici avvenimenti. Il contadino le fa da padrone più che da padre, ma Marta non conosce altro affetto e tanto le basta. Questo surrogato di famiglia la sostenta, le dà da mangiare, da vivere e la fa lavorare nei campi e tra le vallate fruttuose portare al pascolo gli animali, lontano da Beirut e del caos della grande città. Il giorno in cui compie sedici anni Marta è una donna forte, fulgida di purezza e tenerezza che si sente pronta a regalare al mondo. E il mondo arriva sotto forma di un ricco cavaliere, che con l’occasione di chiederle indicazioni viene in contatto con la sua ingenuità e non si fa scappare l’occasione di approfittare della speranza d’amore che segretamente cresce nell’animo della ragazza. Quella sera il gregge torna a casa da solo, perché Marta non tornerà indietro. Ma la vita da fiaba che vorrebbe non aspetterà molto a trasformarsi nella più dura realtà… Wardé al-Hani, invece, è appena andata in sposa a Rashd Bey Namaan, ancora bambina rispetto all’uomo di quasi trent’anni più vecchio; lui è amorevole, la vizia con gioielli, abiti di seta e lussi di tutti i generi, tra cui un sentimento sincero. Lei vive all’ombra della sua clemenza, mangia il suo cibo, lo segue e lo accompagna, intanto cresce e inizia a chiedersi cosa sia l’amore, lo scopre quando per strada incrocia gli occhi di un ragazzo povero in canna, che vive di stenti in una casupola dall’aspetto misero. Nel momento stesso in cui si incontrano Wardé non ha dubbi su che cosa sia giusto fare, al di là delle convenzioni sociali: ha già deciso di abbandonare la casa del marito…

Donne che urlano senza essere ascoltate è una breve antologia che circoscrive e delinea la summa del pensiero di Khalil Gibran sulla donna. Attraverso racconti, stralci di pensiero e la trascrizione di alcune lettere, Hafez Haidar, uno dei più appassionati estimatori del poeta, pittore e filosofo libanese, seleziona i più raffinati, significativi, sentiti sentimenti che Gibran coltivava sull’argomento femminile. Che il poeta non fosse estraneo all’interrogarsi sui disagi, sulle pochezze e insieme sui grandi slanci dell’uomo si può dire che tutti o quasi lo sappiano, grazie al suo libro più famoso, Il Profeta, raccolta di poesie in prosa uscita nel 1923 e che rimane a tutt’oggi un vademecum di buoni comportamenti e propositi a cui tende l’aspirazione di ogni uomo degno di questo nome. Ma Donne che urlano senza essere ascoltate, i cui brani sembrano selezionati con un amore che trascende la semplice professionalità, non si limita ad esprimere tramite aneddoti da lui scritti ciò che il poeta pensava, ma oltre ogni accandemia mette davanti agli occhi del lettore ciò che l’artista sente, ciò di cui si addolora, lo tocca nella vita vissuta. Lo fa con una delicatezza che testimonia una profondità che può provenire solo dalla conoscenza, e una conoscenza feconda, positiva, libera dimostrata da Haidar, che tra le altre cose è stato il traduttore, ormai qualche anno fa, di una versione di Le mille e una notte che ha fatto molto parlare di sé. Di pagina in pagina al fianco della storia di una donna violata da un uomo limitato e meschino troviamo quella di una donna che ha lasciato un uomo buono spezzandogli il cuore, eppure ogni storia racconta di un personaggio femminile che tende al bene, che aggisce con il cuore e mai con malvagità. E tra i racconti, come pause di assimilazione e riflessione, come sorsi d’acqua, aforismi tematici che carezzano e definiscono ciò che abbiamo appena letto. A concludere il tutto e a rendere esplicita l’operazione di umanizzazione del pensiero di Gibran – se ce ne fosse bisogno – vengono inserite una serie lettere tratte della lunga corrispondenza che il poeta ha intrattenuto con il grande amore della sua vita, Mary Haskell, di dieci anni più vecchia di lui, rimasto platonico, ma alimentato da un rispetto e una passione mai sbiaditi.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER