Donne d’Oriente

Donne d’Oriente
Si suole credere che nel mondo orientale, maschilista e fallocentrico, le donne non abbiano altro ruolo se non quello di servire l’uomo con assoluta abnegazione, ma così non è! Del resto altrimenti Aisha, la prediletta di Maometto, non avrebbe fatto fermare un intero esercito per recuperare la sua collana, e il Profeta a chiunque gli chiedesse : “Inviato di Dio, chi ami di più al mondo?”  non avrebbe dato sempre la stessa risposta : “Aisha”, benché avesse altre spose. Gravemente malato, trascorse con lei  gli ultimi giorni di vita, mentre la ragazza - così vuole la tradizione musulmana -  lo teneva teneramente sulle ginocchia. Maometto allora aveva sessantacinque anni e lei diciotto e, dopo la morte del Profeta, la sua casa divenne luogo di incontri culturali, di dibattiti, di sapere. Chiamata “La Veridica”, Aisha ricoprì la funzione di muftì, o giureconsulto - colui che emette editti giuridici, religiosi o fatwe - funzione fino ad allora rimasta interdetta alle donne… E che dire della celeberrima regina Cleopatra? Nata durante l’inverno del 69 a.C. ad Alessandria, figlia  di Tolomeo XII Aulete ( cioè “suonatore di flauto”), discendente  di un padre senza nerbo, divenne la regina d’Egitto, riposta sul trono da cui era stata espulsa da quel grande Cesare che ella sapeva non sarebbe rimasto insensibile al suo fascino indiscusso. Inginocchiata ai piedi di lui, espresse tutto il suo talento di commediante seduttrice con le famose parole: “Se la nobiltà ha un valore, o grandissimo Cesare (…), abbraccio regina i tuoi piedi. Tu sei per le nostre genti un astro giusto e propizio”. Poi espose la sua situazione e risultò perfetta nel ruolo, nella facies, nel corpo, nel temperamento , riuscendo a conquistare il padrone del mondo. Poi fu la volta di Antonio , sedotto dalla regina egiziana fino al tragico epilogo… “Una bambina di tredici anni scruta il mare con intensità. La brezza agita i suoi neri capelli. Ha un volto angelico… sta sognando di tornare a casa , ad Haifa… Era  ebrea”. Fino all’esilio era convinta di appartenere alla comunità degli umani, ma arrivò quel maledetto 29 novembre 1947, il giorno in cui si decise di concedere il cinquantasei per cento della terra ai parenti di Tamara e ai loro fratelli sionisti. Si chiamava Leila Khaled, membro del Fronte Popolare della liberazione della Palestina… Il suo nome è Hoda Sha’rawi: resta immobile un momento, si toglie il velo, lo getta  e grida con forza “Mai più!”. Siamo a Il Cairo nell’estate del 1923: un’altra donna, Saiza Nabarawi , compie lo stesso gesto e poi tutte le donne intorno. Sono una quarantina, rientrano da Roma dove hanno partecipato ad un congresso femminista. Quel velo gettato a terra è una sfida lanciata agli “anni dell’harem”. “Harem”: due sillabe che nascondono la  segregazione della donna nell’alta borghesia orientale…
Le donne D’oriente è una carrellata di dodici figure femminili che hanno segnato la Storia: belle o brutte, nobili o di umili origini, ricche o povere, nate in Egitto o in Marocco, in Siria o a Costantinopoli , si sono distinte per la loro determinazione, il coraggio, l’ardimento, la forza con cui hanno portato avanti il progetto di liberazione della donna, facendosi strada da sole e lasciando un segno incancellabile. Donne che incantano, sospese tra cronaca, fantasia e sogno in un libro che cura i particolari senza scivolare mai nella pedanteria, per via di uno stile ammiccante come le donne di cui si tratta, con un andamento  da “fiaba civile” impreziosita da tratti poetici non comuni e squarci lirici di indubbio valore. Uno stile potente che trasuda la forza delle donne stesse , come il caso di Umm Kulthum  Ibrahim, detta El-Sett, la Signora, o anche Kawbab el –Shark, l’Astro d’Oriente, cantante amata da tutto il mondo arabo: milioni di adoratori di questa donna che negli anni ’20 esercitò una sorta di fascinazione su folle in delirio al cui confronto quello per i Beatles o per Elvis Presley può definirsi “un modesto entusiasmo”. Segno che quando le donne d’Oriente si impongono lo fanno con una determinazione che all’Occidente è sconosciuta, perché per ovvi motivi laggiù la voglia di affermazione della donna sull’uomo la fa da padrona e contribuisce a creare dei veri e propri idoli di straordinario impatto emotivo. Il libro incanta e insegna ,mettendoci a contatto con realtà che nei particolari normalmente sfuggono a noi occidentali , che conosciamo sommariamente la storia d’Oriente, a meno che non siamo esperti del settore come il grande Gilbert Sinoué , nato nel 1947 in Egitto da madre francese e padre egiziano, un autore che da tempo riscuote successo di pubblico come cantastorie dal sapore esotico.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER