Donne e uomini d’Irlanda

Donne e uomini d’Irlanda

Le “donne dimenticate del 1916” sono le irlandesi che hanno messo coraggiosamente a repentaglio la vita durante l’Insurrezione di Pasqua, fornendo viveri e informazioni, partecipando ai combattimenti, soccorrendo feriti e latitanti. Se oggi l’Irlanda vive nell’uguaglianza e nella libertà lo si deve molto alla loro azione… Pur combattendo nel 1916 dalla stessa parte la differenza tra nazionalisti e socialisti è sostanziale. I primi volevano cacciare gli inglesi per prendere il potere e gestirlo sulle basi di un conservatorismo economico e classista, i secondi invece aspiravano a cambiare le condizioni sociali dell’Irlanda. Quest’ultimi formeranno l’Irish Citizen Army, che, nato come movimento sindacale durante la Grande Serrata padronale del 1913, diventerà un vero esercito tre anni dopo… Liberty Hall è l’edificio più rappresentativo dell’Insurrezione. Era la sede del sindacato dei lavoratori di Dublino e il quartier generale dell’Irish Citizen Army. Qui si pubblicavano l’Irish Worker, il giornale fondato da Jim Larkin, e, dopo la sua chiusura da parte delle autorità britanniche, il Workers’ Republic di James Connolly. Non c’è da stupirsi che gli inglesi si siano precipitati a bombardarlo e a ridurlo in cenere…

Mai c’è stato in Irlanda un Presidente tanto amato come il poeta Michael D. Higgins, al punto che i suoi celebri discorsi sono stati raccolti in un vendutissimo volume, When Ideas Matter. In Donne e uomini d’Irlanda ne vengono presentati cinque ancora inediti, tre dedicati alla rivolta di Pasqua del 1916, uno all’attivista radicale Eva Gore-Booth e un altro ai rapporti tra Irlanda e Cuba. Come è detto da Salvatore Cingari nella postfazione, protagonista di questi saggi “è la questione sociale inseparata da quella nazionale”. Lottare per l’indipendenza non significa semplicemente liberarsi degli inglesi, ma costruire uno Stato democratico che riconosca la dignità di tutti senza differenze di classe, di genere, di fede religiosa e di razza. Per il poeta di Limerick se il suo Paese ha raggiunto un elevato grado di emancipazione – basti pensare a quella femminile – è grazie ai Jim Larkin, ai James Connolly, alle Eva Gore-Booth, alle Constance Markiewicz, che hanno speso le loro esistenze per l’affermazione di un’etica egualitaria. I risultati raggiunti sulla strada del riformismo della Repubblica irlandese sono inequivocabili, eppure Higgins è convinto che non siano ancora sufficienti. Si deve, a suo dire, impegnarsi ancora molto affinché la politica, come sosteneva Connolly, guardi al benessere dei ceti meno abbienti e dei poveri, opponendosi a ogni tipo di autoritarismo di matrice sia neocapitalista sia populista.



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