Dopo la tempesta

Dopo la tempesta

A Painters Mills succede ben poco, è una tranquilla cittadina con una numerosa comunità Amish. Anche il capo della polizia, Kate Burkholder, apparteneva alla comunità, ma è stata scomunicata e allontanata. Ha deciso da tempo di non essere compatibile con le rigide tradizioni e regole cui devono sottostare le donne amish. Non è donna che possa accettare quelle costrizioni, e lo conferma dividendo la vita e la casa con Tomasetti, un ex detective ora agente governativo. Non sono sposati né hanno in programma di farlo. Un pranzo in famiglia, che dovrebbe in qualche modo riconciliare, si trasforma nel prologo di un incubo. Un tornado sta per abbattersi sulla cittadina e in quanto capo della polizia locale Kate si trova al centro delle operazioni di coordinamento dei soccorsi. Il parcheggio delle case mobili è teatro di un primo drammatico episodio, il salvataggio in extremis di una neonata che morirà poche ore dopo, forse proprio a causa di quel salvataggio. Un gruppo di scout impegnato nella rimozione delle macerie nel fienile di una fattoria amish scopre dapprima un teschio poi altre ossa evidentemente umane e una piastra chirurgica di titanio. Il capo Burkholder deve scoprire a chi appartengono quei resti, ma si trova davanti un muro di bugie, omissioni e segreti innalzati e protetti da quella comunità così piena di contraddizioni da arrivare all’omertà per difendere un passato che deve restare nell’ombra, mentre qualcuno tenta ripetutamente di ucciderla…

Ultimo romanzo della serie dedicata a Kate Burkholder, poliziotta amish allontanata dalla comunità a cui però è rimasta comunque profondamente legata, Dopo la tempesta è una “brutta storia”, un giallo molto ben congegnato che dedica ampio spazio alla descrizione e all’analisi di una società decisamente particolare e ai più nota solo per sommi capi – eventualmente col filtro dei programmi di Real Time – costituita dagli amish. Una comunità fondata sul pedissequo e rigoroso rispetto dei dettami biblici, renitente al progresso – moltissimi rifiutano l’uso delle auto e viaggiano in calesse – che nel corso degli anni si è divisa in diverse “correnti”, unite comunque dalla consuetudine ad avere meno rapporti possibili con i non amish, considerati peccatori. La protagonista è una scomunicata, guardata con sospetto e disapprovazione ma non evitabile per il suo ruolo, conosce bene le tradizioni e l’olandese della Pennsylvania, lingua che gli amish parlano tra loro, e usa le sue conoscenze per tentare di aprire qualche varco che le permetta di scoprire indizi incomprensibili per gli altri. Scorrevole e bene inserita nell’indagine la situazione particolare che Kate sta vivendo nel suo privato, i rapporti con Tommasetti (curiosamente chiamato sempre per cognome) che la rendono più debole e più forte al tempo stesso, e il rapporto quasi familiare che lega i pochi poliziotti della cittadina. Un seriale che si legge tranquillamente anche se non si conoscono i personaggi, ma che certamente invoglia a cercare i capitoli precedenti. Assolutamente inusuale e decisamente sconvolgente l’arma del delitto.



 

 

 

 
 
 
 

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