Dopo le esequie

Dopo le esequie
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Il vecchio Lanscombe, muovendosi lentamente sulle gambe oramai da tempo piuttosto deboli e malferme, passa di stanza in stanza con il preciso intendo di tirare su tutte le tende. Ogni tanto sbircia fuori dalle finestre, socchiudendo gli occhi stanchi e malati. Tra poco tutti rientreranno dal funerale, e non devono trovare qualcosa che non stia come invece dovrebbe stare. Cerca di affrettare, per quanto gli sia possibile, il passo. Il numero delle finestre non lo aiuta: sono tantissime. Enderby Hall è infatti una immensa dimora gotico-vittoriana. I tendaggi delle varie stanze sono in pesante e ormai sbiadito velluto, e alcune delle pareti sono ancora tappezzate di seta. Sbiadita anch’essa, va detto. Il vecchio maggiordomo entra nel salotto verde. Solleva lo sguardo, alza gli occhi verso il grande ritratto, appeso sopra al caminetto, del vecchio Cornelius Abernethie, per il quale l’augusta magione di Enderby Hall era stata costruita tempo addietro. Cornelius Abernethie aveva una folta e aggressiva barba scura, e aveva posato per il dipinto con una mano appoggiata sopra un mappamondo, non si sa se per un suo preciso desiderio o per qualche simbolica, stravagante e misteriosa allusione da parte del pittore. Era un uomo dall’aspetto imponente e dall’aria severa e sicura, e il vecchio maggiordomo Lanscombe, in cuor suo, era contento di non avere mai avuto il dispiacere di conoscerlo di persona. Il suo padrone difatti era stato sempre il signor Richard. Un buon padrone, per giunta: morto però prematuramente e all’improvviso, nonostante le attente cure del medico. Certo, il signor Richard non si era più ripreso dal terribile shock per la morte del figlio, il signor Mortimer. Lanscombe scuote la testa e si affretta verso il salotto bianco. “Che cosa terribile”, pensa. “Una vera catastrofe. Un giovane così forte e pieno di vita! Nessuno avrebbe pensato che dovesse finire in quel modo. Che tragedia”…

Ne hanno naturalmente, oltre mezzo secolo fa, tratto un film, ed è stato pubblicato e ripubblicato sin dagli anni Cinquanta del Novecento: la cosa strana della pellicola, però, non è tanto il titolo, che per una volta traduce letteralmente quello originale, Assassino al galoppatoio. E nemmeno i prevalenti toni da commedia, dato che i soggetti ispirati più o meno direttamente dalla prosa della Christie sono sempre, come lei insegna, esempi scintillanti di ironia. Singolare viceversa è che sul grande schermo l’indagine non sia affidata, come sulla pagina, a Hercule Poirot, alla cui serie il romanzo appartiene, ma all’immarcescibile Miss Marple. Scelte registiche o di mercato, chissà: quello che conta, però, è che il testo conferma la felicità della vena narrativa di una vera e propria regina della narrativa a tutto tondo, non solo di genere. D’altronde non si diventa classici per caso, e i classici non finiscono mai di dire quel che hanno da dire, Calvino docet. La trama, come talvolta capita, e nelle detective stories quasi sempre, in fondo è infatti esile: c’è una morte più o meno inattesa e bisogna scoprire, tra intrighi, sospetti e reticenze, la verità, perché, tanto per cambiare, quel che appare non corrisponde a quel che è. Su questo sostrato sarebbe facile adagiarsi: ma la Christie, ancora una volta, sbalordisce per padronanza e inventiva. La caratterizzazione degli ambienti, del contesto ‒ il mood di un covo di vipere, abituate per lo più a vivere al di sopra dei propri mezzi, che ci vuole del bello e del buono a chiamare famiglia ‒ e dei personaggi è tanto accurata da risultare quasi maniacale, ogni sfumatura, ogni singolo dettaglio dà al lettore l’impressione che possa trattarsi di un indizio risolutivo, in ossequio a un meccanismo collaudato, ma che, a differenza di quel che avviene con altri autori, pure noti, non cede mai all’automatismo sterile e prevedibile: in questo modo, e complice anche un ritmo serrato, l’attenzione non è mai meno che desta.

 

 


 

 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER