Doppio binario

Doppio binario

Matteo Lionello come al solito arriva in ritardo, se ne scusa e, dopo aver ossequiato in maniera molto galante – anche questa è una sua consuetudine – Nina, che è figlia di un professore di Lettere, e come tale è abituata sin da piccola a prestare moltissima attenzione al significato esatto e preciso delle parole, prende posto a tavola. La galanteria è infatti uno dei principali requisiti di ogni buon penalista che si rispetti, e la modernità in quest’ambito non riesca affatto a scalzare la tradizione. L’avvocato inizia subito a parlare dell’omicidio e, rendendosi conto che la ragazza non sa nulla delle recenti novità, gliele illustra rapidamente. Dario estrae la foto dalla borsa e la mostra a Nina. Mentre i due uomini discutono della possibile identità dell’assassino, la ragazza osserva la foto con attenzione e soprattutto interesse…

Al centro della narrazione c’è un delitto, in merito al quale com’è naturale che sia le apparenze ingannano e molti dettagli divengono via via sempre più comprensibili attraverso la lettura, come spesso accade in questo genere di romanzi e racconti, e sovente anche nelle opere a vario titolo filmiche che ne derivano o che si muovono nel medesimo ambito, di preziosi documenti. Bruno Larosa attinge con ogni evidenza a quella che è la sua pratica forense, essendo un penalista di chiara fama che ha pure ricoperto differenti incarichi a livello universitario, per costruire con efficacia una storia credibile e intensa, che si legge con piacevolezza e che descrive con impeccabile lucidità una vicenda di giochi di potere, intrighi e macchinazioni dai molteplici e inaspettati sviluppi, ben caratterizzata e ricca di colpi di scena.

 

 

 

 
 
 
 

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