Dora Bruder

Dora Bruder
Dora Bruder,15 anni, m.1,55, volto ovale, occhi castano-grigi, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu marina, scarpe sportive color marrone”. È quanto sappiamo di lei all’inizio della sua storia, non molto meno di quanto ne sapremo alla fine. Vive in Rue Ornano,  giovane ebrea fuggita da un collegio cattolico - lo stesso luogo lugubre in cui Hugo aveva fatto terminare la fuga di Valjean e della piccola Cosette - durante uno degli inverni più rigidi della guerra, nel momento in cui si succedono le retate, i coprifuoco si fanno sempre più severi persino i bambini vengono arrestati e tradotti nei campi per i motivi più futili…
I pochi scarni dettagli della vita di Dora restituiti dal tempo e scampati all’ansia di distruzione delle evidenze documentali nella Francia post-bellica non ci dicono molto di lei e l’autore è tutto sommato soddisfatto di poter preservare il suo piccolo segreto dal voyeurismo postumo. I piccoli episodi della sua vita che affiorano sono più che altro il pretesto per rendere conto di eventi -innescati dalla ferocia di quelle che Modiano si rifiuta di definire autorità d’Occupazione - che hanno distrutto o intaccato e fatto deragliare centinaia di migliaia di vite. Grandi uomini, donne coraggiose e ironiche, anonimi operai, medici, antiquari, giovani scrittori stroncati prima che il loro talento potesse manifestarsi, piccoli criminali come suo padre, eroi della resistenza. Tanti hanno incrociato, forse, i rispettivi passi, molti si sono sfiorati senza saperlo o si sono mancati per un soffio, hanno camminato gli uni nelle orme degli altri e cionondimeno sono sempre stati ineluttabilmente soli dinanzi alla banalità del male.

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