Dossier Hamer

17 agosto 1978. Isola di Cavallo, vicino alla costa della Corsica. Un luogo esclusivo e remoto, frequentato solo da ricconi in cerca di quiete. Quiete che quella sera viene turbata dall’arrivo di tre yacht affollati di giovani chiassosi in cerca di avventura. Una parte dell’allegra brigata – compresa la bellissima ventunenne tedesca Birgit Hamer – si reca al ristorante “La Maison des Pêcheurs” e qui scatena il finimondo contestando il salato conto ricevuto per la cena. Altri ragazzi invece – tra i quali Dirk, il diciannovenne fratello di Birgit – dopo una passeggiata sull’isola tornano a bordo degli yacht per dormire. Passano le ore e gli ultimi reduci dal ristorante, per raggiungere le loro barche pensano bene di “prendere in prestito” un gommone ormeggiato a riva. L’imbarcazione è proprietà di Vittorio Emanuele di Savoia, che era presente anche al ristorante e di fronte al furto perde completamente la testa, imbraccia un fucile e si fa trasportare allo yacht al quale è legato il suo gommone con intenzioni bellicose. Qui volano parole grosse e scoppia una rissa. Partono persino un paio di colpi di fucile, uno dei quali penetra lo scafo di uno dei tre yacht e colpisce Dirk Hamer. Ferito gravemente all’inguine, il ragazzo viene trasportato prima in Sardegna, poi a Marsiglia e infine ad Heidelberg. Nonostante diciannove operazioni chirurgiche, Dirk il 7 dicembre 1978 muore. Alla tragedia segue un processo clamoroso e lunghissimo, che monopolizza l’attenzione dei media italiani, francesi e tedeschi: la vicenda legale si chiude nel 1992 con una assoluzione per Vittorio Emanuele di Savoia, tra le proteste della famiglia di Dirk e la perplessità dell’opinione pubblica. Ma gli Hamer sono destinati a finire ancora in prima pagina: il padre di Dirk e Birgit, Ryke Geerd, è un medico generico che già negli anni ’70 è famoso per i suoi metodi originali e per la sua gestione “allegra” degli affari economici. Subito dopo la tragica morte del figlio si ammala anche di tumore ai testicoli, ma per fortuna viene operato in tempo e guarisce. Anche la moglie Sigrid si ammala di tumore al seno, e allora il dottor Hamer inizia a pensare che non si tratti di un caso ed elabora una strana teoria…

Il giovane giornalista Ilario D’Amato dedica un documentatissimo reportage alla cosiddetta Nuova Medicina Germanica, una delle più celebri – anzi, famigerate – sedicenti terapie alternative tra le tante proposte ai pazienti oncologici in giro per il mondo. La Nuova Medicina Germanica di Ryke Geerd Hamer denuncia la sua base delirante già dall’aggettivo “germanica”, apposto per marcare una differenza dalla Medicina ufficiale, che sarebbe monopolizzata da lobby ebraiche allo scopo di “far fuori” i non ebrei. È basata sull’assunto che il concetto di malattia è del tutto innaturale e che si tratta semplicemente di fasi naturali di un processo che il corpo attraversa in reazione a eventi scioccanti o stressanti: tale processo va accompagnato e assecondato, non combattuto. Per Hamer dunque un tumore è causato da un conflitto psichico e la guarigione passa necessariamente dalla risoluzione di quel conflitto. Nel libro di D’Amato – ricco di testimonianze sconvolgenti di familiari di malati oncologici che hanno avuto la sventurata idea di fidarsi di medici o presunti tali fautori della Nuova Medicina Germanica – per esempio si racconta il caso di Domenico Mannarino, un poliziotto calabrese affetto da un tumore al polmone che viene “trattato” con ghiaccio in testa e vitamina C perché si tratterebbe di un “conflitto di svalutazione di sé” insorto subito dopo la pensione. Quando poi le metastasi cerebrali causano una paralisi del lato sinistro del corpo, per gli hameriani si tratterà di un “conflitto di partner”, cioè la colpa è della moglie che non appoggia abbastanza Mannarino. E così via, fino all’inevitabile morte del povero paziente. Hamer – radiato dall’Ordine dei medici e più volte condannato in tribunale – dichiara di poter guarire i malati di cancro nel 98% dei casi, ma non è mai stato documentato (da osservatori neutrali) un solo caso in cui un paziente sia guarito grazie a tali teorie. Il reportage svela le incongruenze, le bugie, persino gli orrori della Nuova Medicina Germanica, che purtroppo continua ancora oggi a illudere e uccidere molti, troppi malati di tumore. Parte del ricavato della vendita di Dossier Hamer, tramite una quota fissa mensile, è devoluto alla Cancer Research UK – la charity indipendente sul cancro più grande del mondo – e a Macmillan, una charity che supporta i malati oncologici.



 

 

 

 
 
 
 

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