Dove finisce la notte

Dove finisce la notte
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Monaco, 1990. Martha Wiesberg ama fare sempre le stesse cose: è quella che può essere definita una donna abitudinaria. Anche quel pomeriggio è intenta a bere il suo solito caffè e si accinge a dedicarsi al suo solito cruciverba, quando quel sornione del postino bussa e con un fare tra l’imbarazzato e l’impacciato, le consegna una lettera. Non è una raccomandata, è leggermente aperta e il postino si affretta a porgere le sue scuse, a nome delle poste tedesche, per il ritardo con cui la missiva viene recapitata. Martha inizialmente è perplessa, ma quando guarda attentamente la lettera, si rende conto che sul francobollo c’è la faccia di Hitler e che il timbro postale riporta la data del 27 dicembre 1944. La donna è sconvolta: una lettera dal passato, uno scritto che arriva dopo quarantasei anni e quel che è peggio, il mittente è Wolfgang Wiesberg, suo fratello… Monaco, 1938. Martha proprio non riesce a stare dietro ad Else in quel passo di ginnastica. Eppure l’amica l’ha ripresa più volte: Else ci terrebbe ad esibirsi per il Führer a Norimberga quello stesso settembre e per questo è necessario partecipare alle selezioni, ma Martha proprio non si impegna. Del resto alla ragazza pesa come un macigno far parte di Fede e Bellezza, un programma al quale sono obbligate a partecipare tutte le ragazze. Nessuna svastica, nessuna divisa, ma una ricchezza spropositata di eventi in cui si viene indottrinate con verità storiche distorte a favore e piacimento del regime, in cui viene insegnata la preghiera per il Führer e si è obbligate a cantare l’inno nazista. A questi eventi si alternano corsi di ceramica, cucina e decorazione d’interni. Fede e Bellezza, ha lo scopo di formare le future casalinghe, mogli e madri naziste e Martha proprio non ci sta. Proprio per questo, quando si ritrova in quelle che sono per lei situazioni spiacevoli, vaga con la mente, pensando a quello che le piace di più. Elsa se n’è accorta e sa che se non dovessero superare le selezioni non glielo perdonerebbe mai. Martha decide di ignorarla per quel pomeriggio e torna a casa, ma non appena si avvicina all’abitazione nota qualcosa di diverso, soprattutto avverte una presenza estranea. Strano, sua madre non ama ospitare gente: eppure non appena mette piede in casa, la ragazza vede suo fratello Wolfgang raggiante, la madre e un uomo, uno sconosciuto, che non appena la nota, la falcia con lo sguardo. Un uomo che supera il metro e ottanta di altezza, con gli occhi di ghiaccio: si chiama Siegfried e quello che Martha ancora non sa, è che quell’uomo cambierà la sua vita per sempre…

Un presente fatto di ricordi, di quelli che segnano indelebilmente la vita delle persone: le rimembranze sporcate dalla repressione nazista, che distorce la realtà oggettiva e con essa l’anima di chi la vive. Un presente di chi non sa, ma vuole conoscere e scoprire la verità. Un amore che non ha tempo, che tenta di sconfiggere le crudeltà e di dare un senso che possa andare oltre quello che di inaccettabile sta succedendo. Una lotta senza limiti e senza confini, per il bene e per il sentimento più puro di tutti. Il romanzo d’esordio di Daniela Tully è un delicato e prezioso miscuglio di sentimenti e fatti storici, dove l’Amore è il filo conduttore di una trama basata su vicende storico-famigliari realmente accadute. Dove finisce la notte narra di due giovani, delle loro vite che si incontrano e delle loro anime che si intrecciano durante il Terzo Reich: il racconto si snoda su piani temporali differenti e a muovere i fili della storia passata è Maya, che nel presente cerca di capire cosa sia realmente successo a sua nonna Martha e chi sia veramente stata. Belli gli intrecci, bella la scrittura semplice e scorrevole nella sua finezza, belle le descrizioni dei luoghi cariche d’incanto, precisi i contorni dei personaggi, che si possono ben immaginare fisicamente e dei quali si può percepire sia il dolore che la gioia. L’esperienza maturata dall’autrice nel mondo del cinema – ha collaborato alla creazione di film di successo come The Help – ha sicuramente contribuito a far sì che le “rappresentazioni” contenute nel romanzo potessero essere così affascinanti e seducenti agli occhi del lettore. Come la Tully stessa svela, Martha non è un personaggio della fantasia: la sua storia di vita, di cui la scrittrice è venuta a conoscenza leggendo diari e riviste, che i suoi genitori hanno gelosamente custodito in cantina e le tante lettere che la donna ha scambiato con suo fratello Wolfgang, ha ispirato il racconto di Dove finisce la notte.



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