Dove sei stanotte

Dove sei stanotte
Milano (Corvetto soprattutto). Maggio 2014. Il benestante incensurato portatore sano di guai Carlo Monterossi ha ideato e prosegue il programma-porcheria “Crazy Love” della Grande Tivù Commerciale, gran successo per rovistare fra il gossip della gente non famosa (“anche questo fa fare l’amore”) presentato dalla regina nazionalpopolare trash Flora De Pisis. Compie gli anni e invita nella sua bella casa di tutto e di più. Capita alla festa anche uno strano giapponese che dorme lì con un grande bernoccolo. Dopo qualche peripezia, Carlo trova l’architetto 36enne Hideki Watabane morto nel bagagliaio dell’auto in garage, la propria casa rovistata e disastrata, la polizia curiosa. Fugge travestito da biondo con occhiali (e solita faccia da schiaffi), si nasconde da simpatici peruviani che ascoltano l’Orquesta di Willie Colón. Continuano a succederne di tutti i colori, un giorno appare anche Marìa, stupenda ambrata clandestina ecuadoregna con occhi marroni e capelli caramello. Ed è tutta un’altra storia…
La copertina fa riferimento a emozioni musicali, il titolo a una canzone e a un verso di Bob Dylan, l’autore e il suo protagonista ne sono innamorati. Ce lo ricordano e illustrano a ogni nuovo romanzo o racconto: nel frattempo la scrittura di Robecchi migliora costantemente. L’acuto divertente giornalista 55enne è nell’eccelsa squadra di autori di Maurizio Crozza, qui affina con equilibrio e intelligenza la professione di ironico romanziere noir. Si bevono Oban e rum, si mangiano ceviche e carapulcra, wow! Aleggia la dura realtà dell’EXPO 2015, già raccontata nei molteplici valori e limiti, perfetto per il semestre che ci accingiamo a vivere. E davvero ci vorrebbero architetti democratici capaci di occuparsi dell’urbanistica della repressione e di trovare un sosia di Haru Harada! Stanotte sarei altrove.

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