Doveva morire

Doveva morire
Sapevate che già nell'estate del 1978 si era a conoscenza dell'ubicazione del covo di via Montalcini nel quale fu tenuto prigioniero dalle Brigate Rosse l'onorevole Aldo Moro ma che l'informazione non solo non fu resa pubblica ma fu nascosta alla magistratura inquirente? Sapevate che l'esperto di sequestri di persona arrivato dagli Usa per affiancare il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga dichiara candidamente a destra e manca che durante il sequestro fu messa in atto una strategia volta a far assassinare Moro dalle BR per evitare drammatiche spaccature nella DC e la conquista del potere da parte del PCI che “avrebbe potuto avere un effetto Domino sul resto d'Europa”? Sapevate che ancora nel 1993 il Sisde ha attuato un'operazione di depistaggio per far passare l'idea – falsa - che le BR avessero deciso di uccidere Moro sin dall'inizio? Sapevate che...
Di teorie del complotto e complesse dietrologie sono pieni gli scaffali delle librerie. Ma qui dietro la macchina da scrivere ci sono Ferdinando Imposimato, uno dei magistrati che più hanno seguito il caso Moro, e Sandro Provvisionato, uno dei più grandi reporter italiani, non l'ultimo sprovveduto in cerca di visibilità a qualunque costo. E ci sono una marea di documenti ufficiali e testimonianze, in alcuni casi inedite. Il libro è un pesante atto d'accusa: in generale verso la regia politica che ha intrapreso sin dalle prime ore dopo il sequestro Moro e tenacemente mantenuto una linea ufficialmente definita 'della fermezza' ma in realtà volta a impedire di fatto in ogni modo che venisse tentata la liberazione di Moro. E in particolare contro Francesco Cossiga, all'epoca dei fatti Ministro dell'Interno. A Cossiga Imposimato imputa di aver condotto indagini parallele mediante organismi come l'Ucigos (Ufficio Centrale per le Investigazioni Generali e per le Operazioni Speciali) - indagini giunte a conclusioni decisive mai comunicate alla magistratura e soprattutto alle quali incredibilmente non è stato dato seguito con arresti e denunce; di aver di fatto boicottato l'azione della magistratura imponendo agli inquirenti un flusso di lavoro e informazioni che violava il Codice e il dettato costituzionale (la Polizia sembrava rispondere alla Questura e al Ministero e non i magistrati); di aver creato una serie di 'Comitati di crisi' composti a volte da personaggi equivoci e sulla cui attività è calata una cappa di silenzio con probabile distruzione e/o occultamento dei documenti prodotti; di aver come minimo tollerato l'infiltrazione di Licio Gelli e della loggia massonica P2 nei gangli vitali del Ministero dell'Interno. E poi depistaggi, bugie, segreti, trame oscure: Doveva morire è un documento sconvolgente – perché scritto dall'interno - che getta nuova luce su una vicenda che è il nucleo buio e velenoso nel quale ribollono tutti i misteri d'Italia: servizi segreti deviati, P2, sudditanza verso gli Usa, manipolazione della politica internazionale, mafia, traffico d'armi, controinformazione. Dopo la lettura, diventerà impossibile fidarsi più di un telegiornale o di un Ministro, siete avvertiti. Quindi se volete mantenere ancora un barlume di fiducia nel sistema, non aprite questo libro.

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