Draghi, dirigibili e mongolfiere

Draghi, dirigibili e mongolfiere

Milano, 15 aprile 1928. Il generale Umberto Nobile, al comando del dirigibile “Italia”, si gode lo spettacolo della città di Milano da una prospettiva che pochi hanno potuto ammirare. Prima di lui, a solcare i cieli della città lombarda, l’ingegner Enrico Forlanini nel 1909 – con il dirigibile “Leonardo Da Vinci” – e poi nel 1913, con l’avveniristico F2. Una Milano innovativa fatta di luci, ombre e silenzio, che non stanca mai; anzi, continua a incantare chi ha il privilegio di ammirarla, sia per la sua estensione che per la quantità di cose che lascia scoprire a chi ha uno sguardo attento. Come il “mare” di Milano, che va ben oltre i Navigli o le numerose “roggie e fontanili” poste a ogni angolo, e che Nobile ha imparato a riconoscere anche grazie alle leggende che si narrano. Una di queste tramanda che proprio dove ora gli uomini stanno costruendo l’Idroscalo, prima ci fosse il grande Lago Gerundo. Una immensa distesa d’acqua in grado di ricoprire addirittura l’intero territorio lombardo e casa di maestose e pericolosissime creature: i draghi. Tra loro, il temuto Drago Tarantasio. È a lui che i milanesi imputano la scighera, ovvero la nebbia: altro non sarebbe che il potente respiro del drago, che durante la notte si riposa nella sua tana, esattamente sotto la città di Milano…

“Mi piaceva l’idea di racchiudere in un racconto l’immagine e lo spirito di quella città [Milano, ndr]. Così ho pensato di raccontare come poteva apparire Milano di notte a Umberto Nobile, la sera in cui decollò per il Polo Nord”. È così che Luca Crovi, scrittore, redattore e speaker radiofonico parla della sua ultima opera Draghi, dirigibili e mongolfiere. Un racconto breve dal sapore steampunk in cui la Milano degli anni Venti torna ad essere protagonista in una narrazione a metà tra storia e mito – del resto a fare da sfondo, nel suo romanzo L’ombra del Campione è proprio Milano nel 1928. Così come Victor Hugo, nel suo Notre Dame de Paris, immaginava e descriveva la sua Parigi vista dall’alto delle guglie della cattedrale, così Crovi immagina Milano come sarebbe apparsa agli occhi di Umberto Nobile, comandante dell’aerostato “Italia”, durante la sua seconda spedizione (la prima avvenne nel 1926). Una missione che si trasformerà in tragedia – nel viaggio di ritorno, il dirigibile si schianterà sulle montagne delle isole Svalbard e otto persone dell’equipaggio perderanno la vita – ma della quale non si ha percezione nel libro, che invece cattura il lettore per “la sua magia, in un tempo quasi mistico e surreale”. A rendere ancora più vere le suggestioni, i disegni di Barbieri. Già illustratore dei romanzi di George R.R. Martin, Umberto Eco, Herbie Brennan e delle copertine dei fantasy di Licia Troisi, oltre ad essere unico autore per Mondadori delle illustrazioni ispirate all’Inferno di Dante e all’Apocalisse di Giovanni, Barbieri ha la capacità di reinventare Milano “disegnandola com’era ma anche come avrebbe potuto essere in una sorta di realtà alternativa”.



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