Drugs

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Pillole di un futuro futuribile in grado di far viaggiare nel tempo ipotetici cloni di Gesù Cristo... La cristallizzata e solitaria omosessualità di un anziano nobile romano si risveglia in un amore tachicardico... La lettera di una madre eroinomane a una figlia che dopo infiniti tentativi ha ormai rinunciato a capirla ma non ad amarla... Un poliziotto alle prese con un piccolo pusher da quattro soldi e una compagna convinta degli effetti terapeutici della marijuana... Le vicende di una ragazza impiegata in una comunità di recupero, tra ragazzi difficili e un fidanzato birromane... Giovani promesse della letteratura italiana alle prese con un difficoltoso reading offuscato dall'assunzione di allucinogeni in quel di Amsterdam... L'odissea di un pensionato che si improvvisa corriere della droga per sfuggire all'indigenza... La resa dei conti fra un giudice e un campione del ciclismo beccato a doparsi... Un padre di famiglia pronto a tutto pur di rimediare una stecca di sigarette durante uno sciopero a oltranza della Manifattura Tabacchi...
Cocaina, eroina, marijuana, allucinogeni, nicotina, anabolizzanti; in una parola: droghe. Droghe per sentirsi meglio, per sfuggire alla routine, droghe per inseguire una giovinezza perduta, droghe per competere ad alti livelli, droghe per sentirsi parte dello squallore, droghe per amplificare la propria zoppicante creatività, droghe per concedersi un piccolo piacere ogni giorno; in una parola: disagio. Droghe & disagio, D&D, potrebbe essere il moniker di una multinazionale o di un gioco al massacro in cui la posta in gioco è la propria vita. Nove racconti, nove autori di casa nostra che ci parlano, ognuno col proprio stile, di droga. C'è chi ne parla col sorriso sulle labbra, strappando perfino qualche risata (Gianluca Morozzi in Quel cielo così bianco); chi preferisce abbandonarsi a uno struggente pathos intimista (Laura Del Lama in La cagna); chi le usa come metafora di una realtà amara e obnubilante, nella quale è facile perdere l'equilibrio, inciampando in falsi miti di notorietà e fama (Bisogna esserci stati in mezzo di Valerio Varesi) e chi infine le tratta come un farmaco per la quotidianità dell'uomo contemporaneo, cura necessaria per sopportare giornate a velocità doppia (Lo sciopero di Marco Vichi) e imbarazzanti solitudini al profumo di morte (Il tuffo di Teresa Ciabatti). Al di là della comune matrice concettuale, non c'è omogeneità di narrazione fra i nove autori e ciò rende i racconti imprevedibili, tenendo costantemente alta la tensione del lettore il quale, trovandosi ora commosso ora divertito, sperimenta sulla sua pelle sensazioni forti e spesso contrastanti. In Drugs non si sfocia quasi mai negli aspetti più sporchi e squallidi della dipendenza, non ci troviamo di fronte a una riedizione nostrana di Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, ma il messaggio che traspare dalla raccolta è ugualmente chiaro e, se possibile, ancora più duro rispetto al noto best-seller tedesco: la droga non è più appannaggio dei disgraziati e degli emarginati ma è cuore pulsante della società contemporanea e viene assunta a tutti i livelli con la semplicità e la naturalezza di un qualsiasi altro bene di consumo.

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