Due giorni andati

 Due giorni andati

Pennsylvania, fine ottobre. Tom Huston è un brillante scrittore di numerosi bestseller e uno stimato professore di un college privato. Il sergente Ryan DeMarco ha esperienza e professionalità, ma nelle relazioni è un vero disastro. Tra loro, una inaspettata e intensa amicizia: sono più simili di quanto possano essi stessi ammettere. Due uomini che portano dentro ferite che ancora sanguinano: Tom ha perso tragicamente i suoi genitori, Ryan un figlio. Claire O’Patchen Huston giace esanime su un freddo tavolo di acciaio del laboratorio del coroner. Accanto a lei, il dodicenne Thomas Junior, la piccola Alyssa e il più piccino, David Ryan. Tutti colpiti dalla stessa mano e dallo stesso coltello. Quella dell’amato marito e dell’adorato padre. L’insospettabile Tom Huston, che ora si nasconde tra i boschi. La famiglia perfetta non esiste più. Il sergente DeMarco avvia le indagini: segue tracce, interroga, fa ipotesi da verificare, guida con fermezza i suoi uomini. Ma non riesce a ricacciare indietro quella strana sensazione di nausea che lo pervade al solo pensiero di quello che è accaduto. Lo vuole vivo e vegeto. Nello stesso istante, l’assassino, raggomitolato e infreddolito, sta ripercorrendo, attimo per attimo, quello che è accaduto. Perché un uomo che ha tutto, fama, rispetto, denaro, affetto, decide di compiere un atto così crudele? Rischiare di perdere tutto. Solo Annabel può salvarlo. Ammesso che Annabel esista davvero…

Due uomini, due storie. Due solitudini. Due racconti che si alternano in una fitta trama che si snoda attraverso l’alternarsi del racconto dei due protagonisti, ciascuno con lo stile proprio del personaggio: racconto razionale e dettagliato per Ryan e flusso di coscienza per Tom. Con una scrittura secca e veloce, ricca di particolari, Randall Silvis catapulta il lettore in una intricata indagine che lo lascia con il fiato sospeso. La ricerca del significato profondo di un atto esecrabile quanto incomprensibile avviene attraverso dettagli, intuizioni ma soprattutto attraverso una magistrale esplorazione psicologica dei personaggi, tratteggiati finemente e credibili fino a sembrare reali. Un’abile impalcatura poliziesca e i continui colpi di scena tengono il lettore legato alle pagine del romanzo, fino all’ultima riga. Interessanti e stimolanti i riferimenti ai maestri del giallo (in particolare ad Edgar Allan Poe) e alla pratica della scrittura, fanno di Due giorni andati un racconto avvincente e suggestivo capace di affrontare, con raffinata capacità di introspezione, temi complessi come la follia criminale, l’eterna lotta tra il bene e il male, esplorando anche le zone d’ombra della mente umana. Perché, come intuito da Ernest Hemingway, “Tutti uccidono tutti gli altri in un modo o nell’altro”.



 

 

 
 
 
 

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