Due soldati

Due soldati
Raby, sobborgo di Stoccolma. Una città come tante nel cuore dell’Europa. Con una periferie come tante anzi troppe, di cui oramai si parla solo al telegiornale e mai in termini lusinghieri. Una polveriera pronta a esplodere, insomma, dove disagio e mancanza di opportunità trasformano adolescenti in lupi famelici che riunitisi in branco possono commettere le peggiori nefandezze. Uno di questi gruppi di teppisti è quello dei Ghetto Soldiers, le cui azioni terrorizzando la città senza uno scopo ben preciso, volte esclusivamente a creare paura e scompiglio all’interno della società che da sempre li emargina e li relega a una posizione di perenne frustrazione. Le attività della banda spaziano dalla violenza gratuita al commercio di droga, fino alla fabbricazione di esplosivi. I leader indiscussi sono Leon e Gabriel, due ragazzi di diciotto anni uniti da un legame di sangue inscindibile e caratterizzati da una totale mancanza di pietà, soprattutto nei confronti di chi tradisce. Leon però si trova al fresco nel terribile carcere di Aspsas e quindi Gabriel farà di tutto per poterlo liberare, perfino rapire una giovane guardia carceraria e successivamente ammazzarla a sangue freddo. Il rapporto tra i due sembra però vacillare sia per il tenace intervento dell’agente Ewert Greens che farà di tutto per porre fine alle terribili azioni dei Ghetto Soldiers sia per via della sempre più ingombrante figura di Wanda, fidanzata di Gabriel…
Tva soldater, della premiata ditta svedese Roslund e Hellstrom, è uscito in patria nel maggio del 2012 e ha immediatamente riscosso un grande successo di pubblico, tanto da essere stato tradotto in nove lingue differenti. È il sequel di Tre secondi e ancora una volta affresca in maniera veritiera e credibile l’universo di violenza e degrado delle periferie europee, in cui i giovani, in mancanza di alternative valide, si abbandonano con facilità inquietante a spirali di violenza che portano inesorabilmente all’autodistruzione. A Stoccolma come a Mosca, a Parigi come a Napoli. Lo stile è asciutto e veloce, proprio come le azioni criminali dei giovani protagonisti, che in più di un’occasione sapranno sconcertare persino i più smaliziati lettori di thriller per la loro selvaggia spietatezza. Interessante all’interno del romanzo anche la riflessione sui collaboratori di giustizia, considerati da entrambi gli autori l’unico strumento valido per combattere in maniera efficace bande criminali grandi e piccole. Come emerge dal romanzo, infatti, anche le gang giovanili stanno sempre più assumendo i contorni e i comportamenti di gruppi delinquenziali organizzati e strutturati.

 

 

 
 
 
 
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