Due tombe

Due tombe
Il tramonto illumina lo skyline di New York, e finalmente Pendergast può riabbracciare Helen, l’adorata moglie creduta morta per anni. O almeno questa è la sua intenzione: una raffica di spari li sorprende mentre le loro mani si sono appena sfiorate, la fuga è inutile ed Helen – appena ritrovata - viene rapita. Contro il parere dei medici e del buon senso, vista la gravità delle ferite riportate, Pendergast non esita a mettere in campo qualunque arma, lecita e non, per ritrovare Helen. Inizia così un primo folle inseguimento. Ma è davvero solo l’inizio di una strada che porterà l’ineffabile Aloysius sull’orlo del baratro più profondo; trascorre le giornate come uno zombie, sembra che nulla possa tirarlo fuori da quella condizione al limite. Non le premure della signorina Ishimura – cameriera sordomuta - né la fermezza di Proctor, fedele maggiordomo sempre al suo fianco. Nemmeno il serial killer davvero sui generis che insanguina gli hotel della Grande Mela e che l’FBI non riesce a inquadrare. Una inaspettata rivelazione porterà Pendergast fino in Brasile, nella cittadina sulle rive di un lago in cui la storia vuole che Mengele abbia continuato a lavorare sui suoi progetti. Un disegno atroce in cui troveranno la loro collocazione il rapimento di Helen la sconvolgente scoperta e in qualche modo anche la sequenza di morti che qualcuno sta stendendo su New York...
Non c’è modo che la coppia Preston & Child deluda. Anche quando – e capita spesso - le storie che i due scrittori raccontano sono così ingarbugliate da sembrare matasse inestricabili, riescono a portarci senza un attimo di tregua a raccogliere i capi e riavvolgere il gomitolo dando al lettore anche la gioia di vedere le sfumature di un disegno perfetto che si delinea riga dopo riga. Fedeli al personaggio che hanno inventato, riescono ogni volta a sorprendere mescolando realtà, fantasia e quella che potrebbe essere leggenda ma assomiglia tanto a una verità non acclarata. L’ombra pesante del nazismo, la precisione delle descrizioni che fa sorgere il dubbio che molti protagonisti di quelle orrende pagine di storia abbiano continuato a inseguire i loro deliri dopo la fine del secondo conflitto mondiale, rende questo romanzo – che chiude la trilogia di Helen iniziata con L’isola della follia e seguito da La mano tagliata – un gioiello da non perdere.

 

 

 

 
 
 
 
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