E vissero felici e (s)contenti

E vissero felici e (s)contenti
Da “acerrimi” sostenitori della teoria dei Pad, ovvero dei Partner a Distanza, Chiara e Luca decidono di dare una svolta alla loro vita di coppia iniziando una nuova fase: quella dei Pav, i Partner Assolutamente Vicini. Da semi-single quali erano, adesso sono costretti a fare i conti con uno stile di vita nuovo, forse fin troppo per una coppia di quarantenni con alle spalle una lunga relazione a distanza. Non tardano ad arrivare problemi fino a quel momento accantonati da una situazione forzata ma ugualmente comoda. Come in ogni coppia che si rispetti, uomo e donna manifestano due punti di vista assolutamente diversi, stesse difficoltà ma modalità di approccio e di interpretazione inevitabilmente opposti. Tutto inizia da  un bacio che Chiara dà frettolosamente a Luca prima di andare a lavoro, bacio che determina l’inizio di una serie di riflessioni, alternate tra l’interpretazione femminile e quella maschile. Il romanzo prende forma dalla fine, dal momento della crisi di coppia, che genererà dei cambiamenti (imprevisti?) nella vita dei protagonisti, sia a livello personale che a livello relazionale. Sono l’ultima camicia stirata da “Lei” e l’ultimo piatto lavato da “Lui” a fare da gocce indomabili, in un flusso di coscienza orientato ai ricordi e finalizzato alla risoluzione di un problema dall’origine apparentemente sconosciuta. Il racconto-riflessione di Chiara e Luca parte dal momento del trasloco a Milano, con le prime difficoltà di comunicazione. Chiara, spaventata dall’immediato trasferimento di Luca nella capitale, pensa infatti di “fuggire” a Milano, non sapendo che nel frattempo il compagno ha deciso di  rifiutare l’offerta di lavoro a Roma per andare a vivere nel capoluogo lombardo. I due vengono catapultati quindi in un’esperienza nuova, difficile per due persone abituate a una vita di coppia “a scadenza”, concentrata in poche battute al mese e vissuta tra Torino e Milano. La quotidianità tanto cercata quando risultava irraggiungibile, diventa così una sorta di “sanguisuga” degli spazi di libertà, delle abitudini, e ogni singolo gesto, atteggiamento, tono di voce, finisce per rovinare un idillio durato giusto un tempo fisiologicamente breve. Dalla divisione dei compiti domestici a quella delle spese, dal tempo libero alla gelosia, passando per il difficile rapporto con i figli di lui, Carlo e Chiara iniziano a rimpiangere i momenti di libertà personale, di un’intimità più coinvolgente, quando tutto sembrava bellissimo, probabilmente perché ridotto a poche ore. Un lasso di tempo talmente breve da non dover essere sprecato in inutili discussioni, ma da spendere in una sorta di stupendo microcosmo creato per e da due individui normalmente distanti. Torna quindi, a grande richiesta, la ri-valutazione della vita da Pad, unica ancora di salvezza concepibile. In fondo, per citare un celeberrimo film, c’eravamo tanto amati. E l’amore, almeno nelle più belle storie, sembra vincere su tutto, anche se arriva il giorno in cui viene surclassato da problematiche pratiche e probabilmente più razionali…
Dopo E vissero felici e lontani, Antonella Piperno e Piero Valesio, entrambi giornalisti, continuano a dare voce, corpo e anima a Chiara e Luca, affrontando con ironia e leggerezza delle problematiche di coppia estremamente comuni e riversando sui loro personaggi i propri sentimenti, interessi e aspirazioni. Un botta e risposta velato tra due punti di vista superficialmente opposti, in cui i dettagli possono assumere interpretazioni e importanza diversi e in cui ogni singolo atteggiamento viene vissuto in maniera assolutamente opposta dai due. Chi legge il romanzo sorride, a volte amaramente, delle vicende dei personaggi, ritrovandosi inevitabilmente nei loro modi di pensare, di relazionarsi, di vivere una relazione sentimentale. I problemi e i dibattiti di Chiara e Luca sono quelli di una coppia che vive una storia d’amore a distanza, situazione diffusissima al giorno d’oggi. L’elemento su cui riflettere riguarda lo stile scelto dai due autori, focalizzato, anche nell’impaginazione, sull’assoluta separazione delle interpretazioni del rapporto e di tutte le problematiche a esso legate. Chiara e Luca sembrano non comunicare mai tra loro, non esprimono le proprie perplessità l’uno all’altra, non si confrontano. Proprio per questo le difficoltà che incontrano sono insormontabili, perché non condivise né espresse in maniera chiara l’uno all’altra. Il rapporto va a rotoli fino a quando i due non si confrontano apertamente, cosa che accade soltanto alla fine, quando tutto sembra tornare al suo posto. O quasi. Il “colpo di scena” è sempre dietro l’angolo, anche per dei Pav pentiti.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER