Eccomi

Eccomi

Jacob e Julia sono seduti assieme a loro figlio maggiore Sam davanti al rabbino della sinagoga di Adas Israel. Sam è accusato di aver insultato dei ragazzi lasciando loro un messaggio in cui usava per loro epiteti non graditi alla comunità tutta. Il ragazzo continua a professarsi assolutamente innocente, i genitori sono increduli e il rabbino è pronto a punirlo con una punizione esemplare facendo saltare il suo Bar Mitzvah programmato da mesi. Per un ragazzo ebreo e per tutta la sua famiglia è una punizione che li screditerebbe davanti a tutta la comunità. Che sta accadendo a Jacob e Julia? Che sta succedendo alla loro famiglia? A Julia pare da mesi ormai che tutto si stia sgretolando sotto gli occhi e che lei sia assolutamente impotente. Non riesce ad arginare nulla e forse una parte di lei sta solo aspettando il momento esatto per dichiarare a se stessa, prima che a tutti, che il suo progetto di vita con Jacob è ormai arrivato al capolinea. E il momento arriva quando, in bagno, Julia trova un cellulare che si illumina per un messaggio ricevuto. Sembrerebbe quello di suo marito e sulla schermata c’è il mittente: lei stessa. Ma lei non ha di certo inviato alcun messaggio. Sbloccarlo è semplice. Suo marito, Jacob, utilizza sempre le stesse password. Lo scambio dei messaggi tra suo marito e questa ipotetica “Julia” è esplicito. Tanto le basta per considerare chiuso definitivamente il loro matrimonio…

 

 

Dopo dieci anni di silenzio, Jonathan Safran Foer, considerato il ragazzo prodigio della letteratura americana, torna con il suo quarto lavoro: l’opera che possiamo ritenere più completa e complessa della produzione dello scrittore americano. Foer scrive un romanzo corposo (sono oltre seicento pagine) e impegnativo per il lettore: si intrecciano più storie e più generazioni di una intera famiglia ebrea, c’è il racconto di come vive la comunità ebraica americana e di quanto sia complesso e doloroso compiere una separazione. Ci si chiede quanto ci sia dell’autore in questo romanzo. Tanto. Safran Foer è ebreo, questo è il suo primo romanzo dopo la sua separazione con Nicole Krauss, scrittrice famosa per il suo La storia dell’amore e la nascita dei suoi due figli. Eccomi è un romanzo intenso, che non consente distrazioni al lettore. Ogni singola riga, ogni dialogo (e ce ne sono tantissimi) è pieno di arguzia, di tagliente ironia. In molti hanno criticato il romanzo ritenendolo noioso e estremamente lento e farraginoso. Probabilmente perché siamo abituati alla lettura veloce, ai colpi di scena. Qui in fondo “succede” molto poco. I due protagonisti Julia e Jacob si stanno separando e devono decidere come comunicarlo ai loro figli, alla famiglia, come gestire tutto. E non è roba da poco conto. C’è la loro complicità e tutta la malinconia che entrambi provano per un progetto che credevano sarebbe durato tutta la vita ma così non sarà e c’è tutta la paura di affrontarla in maniera diversa la vita che resta. “Così tanti giorni di vita in comune. Così tante esperienze. Come avevano fatto a passare gli ultimi sedici anni a disimpararsi a vicenda? Come aveva fatto la somma di tutta la presenza a tradursi in assenza”, scrive Foer. Eccomi è un romanzo che parla di quanto sia complicato compiere delle scelte, di come la realtà sia più complessa di quello che appaia, di quanto una coppia debba costantemente “negoziare” su tutti i fronti. È un’opera intelligente e interessante, arguta, ironica e dolorosamente vera: una lettura imperdibile e intensa.



 

 

 
 
 
 

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