Ecstasy

Ecstasy
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Heather è una giovane donna che da quando si è sposata con Hugh vive male e senza l’ombra di un orgasmo. Il suo grigio marito da giovane era un laburista convinto, ma con l’avanzare impetuoso della sua carriera si è trasformato nel perfetto paladino delle grandi imprese e dei potenti, e il suo lavoro è in aperta contraddizione con gli ideali di un tempo. Heather è frustrata, triste e senza vita, e vorrebbe dare una scossa alla sua esistenza. Forse potrebbe aiutarla Lloyd Buist, un perdigiorno che si destreggia con abilità fra la violenza che distribuisce allo stadio e le serate a base di musica techno e house con annesse pasticche di ecstasy… Dave, hooligan per passione e ladruncolo per necessità, ha una combriccola di amici niente male fra cui spicca Bal, ed è ossessionato dall’idea di dare la paga a un frocione di tifoso del Millwall. La polìs purtroppo gli sta sul collo. Fra una pasticca e l’altra si trova a fare la conoscenza di Samantha, una ragazza rimasta senza braccia a causa di un medicinale altamente nocivo chiamato Tenazadrine. Fra i due è amore a prima vista, e Dave entra in contatto con le difficoltà che la splendida fanciulla così gravemente menomata ha sempre incontrato, difficoltà che l’hanno portata a meditare vendetta… Rebecca Navarro è una scrittrice di successo, che sforna a ripetizione romanzi rosa che si rivelano puntualmente bestseller. Suo marito Perky la trascura e la considera ormai vecchia, grassa e ripugnante, e si intrattiene con prostitute e riviste porno. Quando la donna viene colta da un infarto, conosce la gentile infermiera Lorraine, patita di musica jungle e consumatrice occassionale di ecstasy, che la accudisce durante la difficile convalescenza. Nello stesso ospedale il patologo Freddy Royle abusa sessualmente dei cadaveri dopo che sopraggiunge il rigor mortis. Queste vite così lontane finiranno per intrecciarsi in un folle abbraccio…

Ecstasy è un titolo parlante, che nella sua estrema semplicità dà molte informazioni sulla raccolta: Irvine Welsh ci regala tre racconti che hanno quasi le dimensioni del romanzo breve (all’incirca cento pagine cadauno), tutti uniti dall’utilizzo smodato oppure saltuario da parte di alcuni protagonisti della droga in pasticche, la droga dello sballo per eccellenza che si accompagna alla musica house, techno e jungle, per intenderci la musica che anima i rave e i club, e che solitamente si consuma in gruppo per cementare l'intesa e rendere più piacevoli le serate. È un Welsh in forma smagliante, ai suoi massimi livelli, che non rinuncia al suo classico modo di scrivere, giocando anzi ad estremizzarlo. Quindi situazioni oscene, grottesche, linguaggio sboccato da pub addolcito da intermezzi soft - specie nell'ultimo racconto, dove l'autore ci fa leggere alcune pagine della scrittrice Rebecca, decisamente adatte a un pubblico di donne e in antitesi con lo stile di Welsh - fino a sfociare in un livello di pulp che tende alla bizarro fiction. Si tratta decisamente di uno dei lavori più riusciti dell'autore scozzese, saggio del suo talento anche nell'ambito della narrativa breve. Volendo trovare una pecca, la traduzione italiana ‒ che in questo caso non è stata affidata allo storico traduttore di Welsh Massimo Bocchiola ‒ risulta poco azzeccata e fluida, anche se le note chiariscono le espressioni gergali usate nella versione originale.



 

 

 

 
 
 
 

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