Elefantasy

Elefantasy

Se ne stanno tutti là, annoiatissimi, ad ascoltare la lezione e ad aspettare pazientemente che il Nonno la smetta di elencare nomi rarissimi di piante e di animali, quando d’un tratto lei si guarda intorno e si chiede allarmata: “Dov’è finito Dailan Kifki?”. Non lo vede da nessuna parte, eppure è grosso abbastanza da non passare inosservato o da non potersi nascondere, per dire, sotto a un cespo di lattuga. Fino a quel momento è rimasta seduta sull’erba come tutti, sbadigliando fino a slogarsi le mascelle, ma ora comincia a strisciare via quatta quatta, decisa a ritrovarlo prima che si cacci in qualche altro guaio. Per fortuna il Nonno è talmente preso dalla spiegazione di un fiore che non si rende conto minimamente del fatto che lei stia abbandonando la sua lezione. Gattona subito in cerca del pompiere, il quale, senza nemmeno chiederle di cosa si tratti, si mette immediatamente ai suoi ordini…

Dailan Kifki, questo il nome del protagonista nonché il titolo originale, arriva in libreria nel 1966, ed è subito un successo enorme: del resto la sua creatrice non è né un’esordiente né priva di incantevole e multiforme talento, anzi. È stata un mito, una leggenda, un simbolo: poetessa, romanziera, musicista, autrice, drammaturga, ha inciso canzoni e scritto libri, per grandi e soprattutto per piccini, che le hanno dato fama straordinaria e fatto tributare dai lettori un immenso e meritato amore. Come quello della sua compagna, con cui ha condiviso anche l’opposizione al regime che per tanto tempo ha martoriato la sua terra, Sara Facio, fotografa di chiarissima fama, che le è stata accanto dal 1978 fino a quando María Elena Walsh, classe 1930, di Ramos Mejía, a ovest di Buenos Aires, non è mancata a causa di un tumore osseo all’inizio del 2011. Ma il suo classico – del resto gli elefanti, così grandi, grossi, teneri, buffi e strani hanno da sempre uno spazio importante, è il caso di dirlo, nel mondo del fantastico – continua a vivere senza invecchiare di un secondo: e la domanda di base è una. Che fare se uscendo di casa sulla soglia della porta ci si trova di fronte un pachiderma con una lettera che dice: “Il mio proprietario mi ha abbandonato perché non ce la fa più a mantenermi e confida che Lei, di cui è noto il buon cuore, voglia prendersi cura di me?” Chi mai potrebbe tirar dritto?... Elefantasy è una vera delizia, una storia che fa bene all’anima, meravigliosa, surreale, ironica, divertente, esilarante, intensa, semplice, poetica, lirica, emozionante, commovente, trascinante, piena di sentimento ma mai sentimentale, allegorica, traboccante di valori, di fiducia e di speranza.



 

 

 

 
 
 
 

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