Empirismo eretico

Empirismo eretico
Poeta, narratore, saggista, cineasta e drammaturgo, Pier Paolo Pasolini appare colto da un ansioso istinto di conservazione non solo sul piano esistenziale ma anche su quello culturale. Avverte la necessità di prendere in considerazione il problema della comprensione delle sue opere da parte del futuro pubblico dei lettori e degli spettatori. Determinato a fornirci la sola chiave necessaria a vanificare ogni possibile inautenticità dei suoi lasciti artistici ci consegna in queste pagine un compendio essenziale e appassionante di tutte le forme di tensione che hanno animato le sue battaglie  sociali, innervando la sua intensa e variegata attività creativa. Il testo diviene, suddiviso in tre nuclei tematici – la lingua, la letteratura e il cinema – un manuale che agisce sui fondamenti dell’arte utile a tracciare la mappa di quel contesto sociale su cui insistono i temi e le esperienze legate non solo alla vicenda culturale, ma alla voce stessa dell’autore. Mettendo in dialogo fra loro le diverse dimensioni comunicative, prendono corpo pagina dopo pagina gli impulsi provenienti dai diversi campi d’indagine, sfruttando le attive riflessioni che s’innescano quando vengono poste in luce le tematiche specifiche e l’attività critica viene stimolata da riflettori puntati su stilemi ben precisi…    
Esce da Garzanti, per la prima volta in forma digitale, Empirismo eretico, una raccolta di interventi critici e polemici di Pier Paolo Pasolini riguardo ai temi della lingua, della letteratura e del cinema. Scritti tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni del decennio successivo gli articoli e saggi che compongono il libro sono il frutto dell’impegno stilistico, sociale e politico dell’intellettuale friulano e la testimonianza più viva della generosa passione con cui si è addentrato per tutta la vita lungo i tortuosi e accidentati sentieri della ricerca della vera identità che si cela sotto le mentite spoglie della società moderna. Più ancora che nelle antologie poetiche, nei romanzi, nelle opere cinematografiche e teatrali, in cui si è articolata la sua eclettica vena artistica, in questi testi Pasolini si presenta consapevolmente come un segno di contraddizione, come un’artista che nella pluralità delle sue esperienza ha vissuto intensamente, sia pure con qualche punta di narcisistico compiacimento, i problemi del suo tempo. I diversi registri del linguaggio espressivo di volta in volta adottato si comprendiano in questo denso saggio, offrendo una lettura ricca di fascinosa suggestione.

 

 

 

 
 
 
 
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