Equivoci e bugie

Equivoci e bugie
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Inghilterra, estate 1976. In un lunedì di un giugno torrido, accade un fatto che sconvolge gli abitanti di una piccola via di un piccolo paese di provincia: Mrs Creasy non è tornata a casa, e di lei non si hanno più notizie. Qualcuno ipotizza che sia il caldo, che rende tutti un po’ più nervosi e che presto la donna, sposata e benvoluta da tutti, ritornerà. Alcuni, invece, danno già per scontata la morte di Mrs Creasy. Il marito non si dispera: certo, le sue ossessioni stanno decisamente peggiorando da quando non ha più la moglie a seguirlo ed arginarlo, ma è convinto che presto farà ritorno, e la aspetta tutti i giorni, al solito orario, alla fermata dell’autobus. Ognuno dei vicini, però, si interroga preoccupato sul motivo della scomparsa della donna, e la loro ansia è ben palpabile. Grace decide di indagare. Non può certo farlo da sola, ma con la sua amica Tilly che, pur se fragile e un po’ strana, di certo è la migliore amica che si possa avere. Grace e Tilly hanno dieci anni e sono convinte che Mrs Creasy sia ancora viva e che solo Dio potrà aiutarle a ritrovarla. Ma come si fa a trovare Dio? Il vicario dice che Dio è dappertutto. Allora, forse, è anche nella loro via, basta cercarlo, ed una volta trovato, saprà sicuramente metterle al sicuro da ogni avversità e riportare Mrs Creasy e la tranquillità nel loro quartiere...

Romanzo d’esordio di Joanna Cannon, questo libro ci catapulta in una piccola realtà di provincia, puntando la lente d’ingrandimento addirittura su di una singola strada, facendoci addentrare nelle case degli abitanti, in un’estate calda che aumenta ancora di più un senso di soffocamento che ben trapela dalla lettura: in questo l’autrice ha sicuramente centrato l’obiettivo di farci capire la mediocrità e la chiusura che spesso ci fanno arretrare davanti alle situazioni non chiare, paurosi e diffidenti. L’idea delle due ragazzine che indagano sul segreto della scomparsa di Mrs Creasy (e su molti più segreti), con voce genialmente ingenua da un lato e onestamente crudele dall’altro, come solo i più piccoli sanno esserlo, ci regala poi delle pagine commoventi. La nota negativa del romanzo è la sovrabbondanza di temi che fioccano in ogni capitolo, ma che non vengono tutti ugualmente sviluppati in maniera compiuta, tanto che alcuni argomenti rimangono poco più che abbozzati e non hanno lo spazio sufficiente per il loro sviluppo: si ha l’impressione che l’autrice abbia voluto puntare molto, molto in alto, senza tuttavia riuscirci totalmente. Per chi è interessato al dietro le quinte, consiglio di visitare il blog della Cannon (https://joannacannon.com/2015/05/20/the-story-behind-goats-and-sheep/), in cui lei stessa ci narra (in inglese, ovviamente) di come sia nata l’idea del libro e della sua genesi concreta, pause pranzo dedicate alla scrittura incluse.



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