Era meglio nascere orfani

Era meglio nascere orfani
Anna è una donna che della vita ha visto molto, una donna per cui la parola ‘fine ‘ è solo una delle tante. Anna ha una bocca impertinente, un sorriso contagioso, una bocca talmente sensuale da affascinare uomini e donne. È bella nel senso completo del termine. Anna è sposata ma non è felice, ha un figlio che sta per diventare uomo, ha una casa in disordine, delle amiche pronte a tutto per lei con le quali condividere le giornate, ha una cagna anziana, sua compagna di vita ed un destino inaspettato appena dietro l’angolo. Il mondo per come l’ha conosciuto sta per cambiare, i suoi più reconditi pensieri stanno per prendere forma e tutte le paure che l’hanno accompagnata sin da bambina si incarneranno nel suo presente per farle capire la reale dimensione verso la quale deve tendere. Il ritrovamento del corpo senza vita del padre di Anna nel molo di Viareggio getta sulla piccola città Toscana ombre lunghe e dritte. Il cadavere infatti nonostante sia rimasto in mare per molto tempo si è miracolosamente conservato grazie ad un’alga che gli è cresciuta nel ventre, un’alga di cui nessuno riesce a capire la natura né l’origine. Ad indagare sulla misteriosa morte una poliziotta siciliana trasferita a Viareggio che subito intuisce il coinvolgimento di Anna nella faccenda. Certo non può aver fatto tutto da sola, ma tante e tali sono le amiche della donna da lasciare poco spazio ai dubbi…
“Il libeccio arriva da sud-ovest. È un vento violento capace di provocare mareggiate impetuose”, scrive Deborah Benini nella prima pagina del romanzo, e come il vento questo libro fresco e veloce spazza qualsiasi luogo comune. Il genere per esempio non è incasellabile in nessuna definizione, in quanto definirlo giallo perché ci sono un omicidio e un’indagine è riduttivo; i personaggi, tanti e tutti ben delineati sono spaccati di umanità, piccoli gioielli di caratteri destinati a rimanere nella memoria del lettore. Tra loro spicca Maria Cristina Reginella meglio conosciuta come Titta che prende su di sé l’intensità del mare, la forza del fuoco, l’energia della terra e la leggerezza dell’aria, e i due giovanissimi Francesco e  Lydia eroi adolescenti che niente hanno da spartire con i loro coetanei di carta. Una storia piena di passione per la vita, di amore per il mondo e le sue creature, intrisa di solidarietà e ottimismo. Terza prova per la scrittrice viareggina che al terzo romanzo conferma la sua verve ironica e la sua capacità di narratrice. 

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