Erano tutte brave persone

Erano tutte brave persone
In una calda mattina d’inizio estate – troppo calda per i primi di maggio – Carlo si sveglia prima che sia sorto il sole nel cielo di Firenze: strani bagliori illuminano il buio. È ormai chiaro quando esce per andare a prendere servizio nell’ospedale dove lavora come medico, ma da subito la giornata si presenta strana: davanti alle edicole la gente si affolla a leggere le locandine che pronosticano spaventose  eruzioni solari e ripescano una vecchia storia di profezie maya che aveva spopolato nel 2012, senza che, ovviamente, si fosse realizzata. Ma nel percorso verso la sua meta quotidiana, all’improvviso Carlo viene investito da un sibilo, una luce accecante e una vampa fortissima di calore. In breve anche all’interno dell’ospedale la situazione si fa disastrosa  in seguito al blackout che spegne tutte le luci ma soprattutto i macchinari che assicurano la sopravvivenza ai pazienti. Passati pochi giorni,il puzzo dei cadaveri e degli escrementi riempie  l’edificio, viveri e acqua si esauriscono e il gruppo dei giovani, soprattutto medici, che avevano cercato di sostenersi a vicenda, deve prendere la prima grave e assurda decisione: porre fine alle sofferenze degli ultimi pazienti agonizzanti e cercare di capire cosa stia succedendo fuori di lì. L’obiettivo è raggiungere la tenuta di Gian Luca, un collega, fuori Firenze, dove ortaggi, frutta, animali e soprattutto acqua possono assicurare un po’ di conforto. Ma, appena fuori dall’ospedale, nel silenzio irreale che li circonda appare chiaro che la situazione è terribile: la gente impazzita assalta i magazzini alla ricerca di generi alimentari, gli animali randagi sono pericolosi e affamati, il caldo è asfissiante, il cielo stranamente giallo, le persone si scagliano ferocemente le une contro le altre, armate di tutto quello che possono, per contendersi una bottiglietta d’acqua. Le onde elettromagnetiche hanno ingenerato una follia collettiva incontrollabile. Riusciranno Carlo e i suoi amici a raggiungere indenni la villa di Gian Luca? E questi è stato davvero sincero con la sua proposta? Cosa li aspetta l’indomani? Ma soprattutto: ci sarà un domani?...
Non è affatto facile cimentarsi con un romanzo di questo tipo, legato ad un genere, quello catastrofico, che non è propriamente nelle nostre corde ed appartiene piuttosto alla scrittura d’oltre oceano. Visconti, medico dentista e giornalista con la passione per la scrittura, sceglie per suo esordio una storia che parla di ciò che può accadere alla vita di persone normali, le “brave persone” del titolo, se tutto ciò che oramai diamo per scontato, a cominciare da beni primari e spontanei come l’acqua all’elettricità, dovessero scomparire all’improvviso. Quali istinti, tra i più primitivi e bestiali, romperebbero gli argini del vivere civile e dell’umanità entro cui si regolano i rapporti? Se già Plauto parlava dell’homo homini lupus, cosa accadrebbe se gli uomini fossero ricondotti sul serio allo stato animale per pura necessità di sopravvivenza e dovessero obbedire solo ai bisogni? Questi i quesiti inquietanti che costituiscono la sostanza di questo romanzo apocalittico che si apre, come nella migliore tradizione della ring composition, con uno scritto del protagonista che racconta la vicenda, per poi chiudersi sullo stesso momento d’esordio. L’idea è sicuramente buona, sorprendente l’ambientazione, la scrittura, però, appare  a tratti ingenua e finisce per smarrire alcuni fili narrativi, sfilacciandone la trama: sgranature facilmente riscontrabili nelle opere prime. Sempre efficace invece l’espediente dell’evento funesto che costringe un gruppo di persone in uno spazio sostanzialmente ridotto, con inevitabili conseguenze; l’esempio più classico e , geograficamente parlando, più vicino è notissimo. Atteso è il seguito delle storia, che si conclude in maniera sorprendente e crea, per questo, grande curiosità. Un romanzo, quindi, per chi ha voglia di leggere qualcosa di diverso e abbastanza originale, e per chi, abituato alle trame del catastrofismo americano, voglia saggiare i possibili esiti di trasposizioni in salsa nostrana.

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