Ereticus

Ereticus
Pisa, 1592. Galileo Galilei sta preparando un esperimento per dimostrare il moto dei corpi: l’occasione per zittire i peripatetici. Ma nessuno dei professori invitati alla dimostrazione si presenta. In fondo perché perdere tempo a guardare dei pendoli, visto che le leggi del moto sono state già scoperte da Aristotele? Non è certo dignitoso farsi dare delle spiegazioni da un ex allievo, soprattutto perché quell’allievo si chiama Galileo Galilei ed è di dubbia moralità. Ed è così che il matematico pisano decide di dare le dimissioni dall’università e abbandonare per sempre la città. A Padova Galileo è stimato e l’ambiente della città è sicuramente migliore, vista la tolleranza religiosa garantita dalla Repubblica veneziana. Qui può dedicarsi ai suoi studi e le sue lezioni sono sempre affollate. Viene a contatto con personalità del calibro di Cesare Cremonini, Fabrizio d’Acquapendente, Gianfrancesco Sagredo e Paolo Sarpi, ed è amato dai suoi discepoli, dallo spagnolo Marcos Oloroso al suo segretario Ercole Argenti. A Padova Galileo perfeziona il telescopio, attraverso il quale può dedicarsi agli studi astronomici, ed elabora la teoria eliocentrica di Copernico, secondo la quale è la Terra a girare intorno al sole e non viceversa, consapevole che le sue affermazioni non si accordano con quelle della Bibbia e dei Padri della Chiesa. Galileo è un rivoluzionario, un personaggio scomodo, per questo la mannaia dell’Inquisizione sta per abbattersi su di lui…
Negli anni Sessanta Jacob Popper, intellettuale e scrittore romeno scomparso nel 1996, scoprì la figura di Galileo Galilei, le sue vicende, le sue idee rivoluzionarie e se ne innamorò. Fino ad allora aveva fatto parte dell’Unione Scrittori Romeni ma la lo scienziato pisano insinuò in lui un germe difficile da coltivare nella Romania comunista, quello della libertà. Fu così che Popper restituì la macchina da scrivere numerata fornitagli dal regime e si trasferì a Roma, dopo aver fatto superare clandestinamente la Cortina di Ferro imperante nell’Europa della Guerra fredda al manoscritto di Ereticus, romanzo storico che rivive le gesta di Galileo Galilei, la sua vita, la sua infanzia, le sue scoperte, le sue idee e la sua parabola che lo ha visto costretto a prostrarsi davanti all’oscurantismo di una Chiesa in piena era controriformistica. Il ritratto delineato da Popper è quello di uno scienziato che vive nel suo mondo fatto di numeri e sperimentazione, osservazione dei fenomeni naturali e astronomici, ma anche quello del Galilei privato, delle sue manie e dei suoi affetti, del suo carattere indomabile. Ereticus è la descrizione di un periodo storico in pieno fermento culturale, in cui si gettavano le basi del metodo sperimentale moderno e si dibatteva sulle teorie geocentrica ed eliocentrica, sull’aristotelismo e il platonismo. Un affresco dal quale emerge imperante la figura di Galileo Galilei, matematico, astronomo, scienziato ma, soprattutto, uomo che ha sempre saputo da quale parte stare: quella della verità.    

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