Eroi esauriti

Eroi esauriti
Autore: 
Editore: 
Articolo di: 
Dopo aver riunificato l’Italia Giuseppe Garibaldi si è trovato costretto, sotto la minaccia di morte comminatagli da Vittorio Emanuele, a dover riparare altrove. Ha deciso, col suo fedele tenente Accornero, di scappare negli Stati Uniti. Acciaccato e senza più lo smalto di un tempo, ma pur sempre con quella fiera scintilla di energia negli occhi che lo spinge a cercare sempre nuove avventure, apprende che anche il Cardinale Candia arriverà a breve in America. Ma non è il porporato che gli interessa. A fargli gola è la sua scorta ed in particolare George Hauser, capitano delle Guardie Svizzere che in Italia è stato uno dei più spietati torturatori di camicie rosse. Per Garibaldi è il momento della vendetta. Una battaglia, forse l’ultima, del tutto personale. Non saranno le gesta mirabolanti compiute in Brasile, in Uruguay o in Italia ma un eroe, si sa, è sempre in cerca dell’adrenalina che solo il combattimento sa dare e così, con Accornero, si mettono in marcia attraverso il Far West per raggiungere la basilica dove Candia avrebbe celebrato messa. Lungo il tragitto faranno conoscenza con Calamity Jane, una ragazza sgraziata, volgare ma con una mira infallibile ed un fegato incredibile; si imbatteranno in un gruppo di soldati borbonici esiliati che riserveranno al generale ed alla sua esigua compagnia un trattamento speciale. Tra indiani, mongolfiere, negri albini e tori inferociti, Garibaldi andrà incontro al suo ultimo lampo di gloria con la tenacia e la fierezza che si convengono ad uno che da un emisfero all’altro si è guadagnato la fama di eroe…
Quando la gloria sbiadisce e la devozione della gente lascia il posto ad un inquietante silenzio, quando si accorge che la solitudine chiama il bisogno di compagnia Garibaldi avverte che il crinale è scavalcato e dopo c’è soltanto oblio e vecchiaia. Niente più eserciti di uomini votati al sacrificio, solo tanta pioggia e sconfinate praterie da attraversare a cavallo in compagnia di sgangherati individui. Ma la forgia del combattente non accetta di stemperarsi e si aggrappa ad ogni fiammata utile ad incendiare le polveri. Pur mal sopportando che la sua popolarità sia diminuita, infastidendosi per quel nome altisonante che i nordamericani storpiano malamente, quello che ci troviamo davanti è un eroe debilitato alle prese con insopportabili fitte alla caviglia, ricordo della battaglia d’Aspromonte, con disfunzioni erettili che lo contrariano e con una fama da rammendatore da tutelare. Un eroe umano che monta a cavallo per prendersi l’ultimo barlume di gloria. Una narrazione che incalza con brio, quella di Lisino, e che ha un fine taglio cinematografico (non a caso, l’autore è uno sceneggiatore). Passaggi spassosi si alternano a situazioni critiche, a momenti cruenti di battaglia, a frammenti di solitudine riempiti dai pensieri nostalgici del generale mantenendo, il tutto, un equilibrio che non toglie leggerezza al narrato, né lo priva di significato. Eroi esauriti non prevede la necessità di pennellare l’Eroe nelle sue fattezze di entità invincibile, ma di svelare il lato umano dell’uomo Garibaldi vecchio e coi calli al culo per il troppo cavalcare consapevole che del militare è rimasto oramai poco e guarda a quella brillante stagione della sua vita con rimpianto, sì, ma anche con orgoglio ed una rassegnazione mal sopportata. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER