Esperimenti di felicità provvisoria

Esperimenti di felicità provvisoria

Quando Mao sente il campanello suonare è totalmente impantanato nel periodo più brutto della sua vita: single per scelta della sua fidanzata, senza voglia di continuare a fare il lavoro di fotografo per famiglie in cui si è ritrovato, con alcun desiderio di recarsi in una palestra ad arginare il futuro disagio imposto dai suoi trentasei anni. Alla porta c’è il dirimpettaio, Elvis, con la sua posta erroneamente recapitata. Dal canto suo non se la passa benissimo e quel pianerottolo sembra solo separare le loro esistenze difficili. Anche Elvis, pubblicitario disilluso, è reduce da una storia d’amore finita male e neanche l’unica soluzione evidente ‒ frequentare le discoteche milanesi ‒ sembra aiutarlo a ritrovare un po’ di serenità amorosa con un altro uomo. La televisione rotta di Mao e una partita che non può permettersi di perdere, accompagnate da pizza e birra, faranno in modo che i due inizino a conoscersi meglio. Quella comoda vicinanza fa in modo che diventino amici. Entrambi iniziano a raccontare se stessi e a trovarsi a proprio agio quando sono insieme. Passo dopo passo i due appartamenti si uniscono sentimentalmente e Mao, etero fino ad allora e senza dubbi in merito, si lascia andare alla sua prima storia con un uomo. Milano fa però da sfondo ad un altro esperimento affettivo: quello di Marco e di Valentina. Il primo è l’ideatore di una fanzine nota nell’ambiente underground, la seconda una scrittrice di successo. Alla presentazione del suo ultimo libro si incontrano, scambiano due parole e si mette in atto quello che inevitabilmente è destinato ad accadere: lui, gay convinto, perde la testa per quella donna dal grande intelletto che fino ad allora lo affascinava solo per la sua scrittura…

La struttura di questo romanzo ricorda molto quella di un telefilm americano. Le scene delle due “coppie” (necessariamente occorre mettere le virgolette in questo caso) si sovrappongono, interrotte ogni tanto da inserimenti che l’autore ha ritenuto necessari ma che spezzano la scorrevolezza narrativa, che è uno degli elementi di successo del romanzo. Matteo B. Bianchi decide, infatti, di inserire le puntate di una telenovela, il lungo racconto di Valentina pubblicato su una rivista e regalato a Marco in fase di trasloco, le idee pubblicitarie di Elvis, rallentando la lettura. Scelta che potrebbe essere strategica, in effetti, dato che il libro è di quelli che si legge in pochissimo tempo. Con tali sbarramenti, forse volontariamente, costringe il lettore ad alcune pause. Anche le storie raccontate potrebbe essere tranquillamente uscita da uno show di successo come Melrose Place o Friends, in cui i protagonisti mettono alla prova il proprio cuore con persone con cui inizialmente sembrano condividere solo un cortile del palazzo o un bar preferito. Le teorie sulla fluidità sessuale di Lisa Diamond sono arrivate qualche anno dopo, ma Matteo B. Bianchi sembra accennare a quella sessualità liquida che, secondo alcuni giornali patinati, sembra piacere molto ai giovani italiani di oggi, che non solo sono meno preoccupati dei loro predecessori delle etichette ma che non le accettano. Come dice il titolo del romanzo, i protagonisti esperimentano per essere felici. Ma la domanda rimane, comunque, presente per tutte le pagine: questa felicità, creata provvisoriamente con un partner che fino a pochi giorni prima non avresti considerato, può davvero durare?



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