Esperimenti scientifici non autorizzati

Esperimenti scientifici non autorizzati
La ricerca scientifica viene comunemente considerata scevra da condizionamenti. Nell’immaginario comune se uno scienziato dovesse scoprire la soluzione ad uno dei più grandi problemi che affliggono l’umanità - la scarsità delle risorse energetiche conosciute, ad esempio - diverrebbe famoso in tutto il mondo, la sua scoperta farebbe il giro del globo e il suo nome tramandato nei secoli e scritto a caratteri cubitali in tutti i testi di scienza e fisica di ogni Paese. Come mai allora ricordiamo Tesla solo perché il suo cognome è diventato un’unità di misura dell’elettromagnetismo e non sappiamo quasi nulla invece di una delle menti più eccelse degli ultimi secoli, il vero inventore della radio, della corrente alternata che ha concesso lo sviluppo tecnologico che conosciamo, della trasmissione di energia elettrica senza fili e con tutta probabilità di un sistema di trasmissione dell’energia che avrebbe liberato per sempre l’umanità dal problema della scarsità di risorse e del caro prezzo a cui vengono pagate? E allora Handwerker, Manfredini, Speri e Zorzi, Mallove, Leedskalnin e Reich?
Dopo Rivoluzione scientifica non autorizzata Marco Pizzuti torna a raccontarci come mai tanti “scienziati ribelli” sono accomunati dal discredito improvviso delle comunità scientifiche e spesso da morti misteriose e distruzione dei loro studi e progetti, una sorta di damnatio memoriae. Lo fa questa volta fornendo la possibilità al lettore di provare a realizzare in prima persona, seguendo le istruzioni fornite, alcuni degli esperimenti rifiutati, osteggiati, insabbiati dalle realtà accademiche evidentemente al servizio di un sistema economico governato da lobby, che non vogliono perdere il controllo sulla vendita e tassazione delle fonti energetiche attualmente in utilizzo. Che ne sarebbe del petrolio e degli altri combustibili fossili se la Ford avesse potuto continuare a produrre macchine dotate di motore Stirling come il modello Torino? O se bastassero pochi alberi a garantire il fabbisogno energetico di un’intera famiglia? Ad ogni lettore la sua risposta.

 

 

 

 
 
 
 
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