Estensione del dominio della lotta

“E tuttavia continui a non aver voglia di morire”. Un quadro medio circa trentenne, analista-programmatore in una società di servizi informatici di Parigi, vive una vita vuota e rabbiosa tra party imbarazzanti passati a vomitare sulla moquette e a origliare le conversazioni delle colleghe sulle minigonne di ulteriori colleghe, la scrittura di intricatissimi dialoghi politico-filosofici tra animali, una vita sentimentale e sessuale disastrosa e serate al ristorante con un pedante amico prete. Quando la sua azienda si aggiudica un importante appalto presso il Ministero dell'Agricoltura, l'uomo – incaricato della presentazione del progetto prima e dell'addestramento degli impiegati ministeriali poi – viene a contatto con una serie di grotteschi personaggi, primo tra tutti Tisserand, un suo giovane collega che unisce a una palese bruttezza una vera e propria ossessione per la ricerca di avventure sessuali, che però non riesce mai a vivere...
Nel dominio della lotta ci si batte tutti contro tutti senza mai vincere, senza mai poter vincere. Si desidera ardentemente qualcosa senza mai raggiungerlo, si cerca di colmare vuoti incolmabili, si soffre come cani inseguendo la vita. Ma anche se ci si arrende, se ci si tira fuori dalla lotta, persino se ci si rifugia nella follia, la sofferenza rimane, come una ferita che non smette mai di fare male. Il nichilismo di Michel Houellebecq colpisce duro sin dal suo esordio letterario, nel quale racconta la discesa all'inferno di un travet parigino che non ha nulla di fantozziano perché è colto, brillante, acuto: ma comunque (anzi, forse proprio per questo) è travolto dall'horror vacui dell'esistenza né più né meno di una vittima inconsapevole. Ulteriore punto d'interesse del romanzo lo spaccato vintage sull'ambiente impiegatizio-informatico nel periodo immediatamente precedente all'avvento di Internet e della New Economy, con la francesissima passione per il Minitel. Dialoghi amari e profondi, brividi lungo la schiena, un vago senso di vertigine, di minaccia per la serenità personale, che ne esce minata irrimediabilmente. Lettura caldamente consigliata, ma da evitare accuratamente in pomeriggi domenicali uggiosi, pena rischi autolesionistici.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER