Europa in seppia

Europa in seppia

Se ti hanno concepito in Jugoslavia all’epoca del Cominform, poco dopo il famoso NO di Tito a Stalin, e se sei venuta al mondo nel ’49, quando l’Unione Sovietica e gli stati membri dell’alleanza avevano appena accusato il Paese di “deviare dalla via del marxismo-leninismo”, non è così strano che, seduta su una panchina di New York e assorta nei tuoi pensieri nostalgici, a un tipo che ti ha chiesto l’ora (“What’s the time?) tu abbia risposto: “It’s time for revolution”. Se, mentre i bambini di altri Paesi tranquilli sfogliavano libri illustrati con orsetti e barchette, tu non ti stancavi mai di ascoltare il racconto di Gor’kij, in cui il piccolo Danko si strappa il cuore per illuminare la via a uomini imprigionati in un bosco tenebroso, è plausibile che, nel tempo, abbia sviluppato una improduttiva (?) simpatia verso quegli idealisti che usano il proprio cuore come una torcia. Se la tua infanzia è trascorsa nella convinzione che tutte le persone del mondo abbiano diritto alla libertà e all’uguaglianza, in nome delle quali hai manifestato contro la guerra in Vietnam, anche se non sapevi dove si trovasse il Vietnam esattamente, ti viene naturale scrivere nella lingua del tuo paese d’origine, pur avendolo abbandonato vent’anni fa. Perché farlo, per te, significa preservare il diritto ad avere una voce letteraria, oltre che difendere i tuoi testi da grette letture ideologiche, politiche, nazionali, etniche e di genere. Insomma, significa, per te, conservare la libertà…

 

 

Scrittrice croata con passaporto olandese e statunitense, la Ugrešić ha raccolto nel volume riflessioni scaturite dall’osservazione di persone e paesaggi conosciuti nelle città (Oberlin, Bratislava, Dublino, Londra, Zagabria) in cui, tra il 2010 e il 2013 è stata invitata a tenere lezioni presso università e centri studi. “Sono immagini colte in movimento e rimaste per caso nella memoria […]. Una cartella di videoregistrazioni interiori, casuali e non collegate. Eppure, c’è un filo di congiunzione che riconosco a posteriori: nessuna di queste immagini casuali è felice, ma neanche particolarmente infelice”. Sì, perché per uno sradicato, per chi la lasciato la patria dopo averla vista insanguinata e divisa (in sei, in questo caso) il cuore e la mente tornano sempre lì. E il ricordo non può che essere dolce e amaro insieme. L’argomento che l’autrice è invitata a trattare durante le lezioni è quasi sempre lo stesso: il ricordo del Comunismo e dell’Est Europa com’era. La Jugonostalgija, in pratica. Una parola che, con il passare del tempo, con l’adeguarsi alle logiche del marketing, e forse anche per una strategia di conciliazione/oblio, sembra aver perso la carica sovversiva originaria di ostilità verso il neocostituito Stato croato. Non più movimento di resistenza personale, ma prodotto di consumo, supermercato mentale, elenco di simboli morti, promemoria senza emozione. Come se gli jugonostalgici fossero dinosauri dalle sembianze umane, che passano le giornate nel rimpianto di Tito, dei partigiani, dell’unità e del cirillico. Siamo davvero così aridi da non capire che la nostalgia, quella autentica, non scatta a comando, che non si può musealizzare, visto che è intangibile? Che funziona solo finché resta “illegale”, perché appena è riconosciuta viene subito manipolata? Quanti sanno, ad esempio, che Tito era un cinefilo, e che dal ’53 la Jugoslavia era invasa da film hollywoodiani, per cui i veri oggetti della nostalgia di molti slavi (tra cui l’autrice) non sono il martello e la stella rossa, ma l’America anni ’50, assorbita attraverso i cinema cadenti li proiettavano? Europa in seppia è una lettura intensa, un inno al rispetto del vissuto altrui, dove lo scorrere fluido del ricordi, inevitabilmente nostalgici, è interrotto a tratti da vere e proprie stoccate: affermazioni forti e prese di posizione coraggiose, che aggiungono angolazioni da cui guardare la realtà. Anche quando non è più quella della (ex) Jugoslavia, ma quella del mondo dell’editoria, della scrittura e dello stato di salute (?) dell’Occidente.



 

 

 

 
 
 
 

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