Evocaciòn

Evocaciòn
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Aleida March de la Torre nasce a Cuba da genitori contadini. Nella sua adolescenza c’è il desiderio di conoscere la storia del proprio continente e le letture, il softball e la pallavolo ma anche José Martì e il partito comunista cubano, fino alla decisione di prendere un diploma di maestra perché sia facile trovare subito un impiego. Prima di allora, Aleida vive solo di riflesso gli avvenimenti che sconquassano il suo Paese. Nel marzo 1952 Fulgencio Batista instaura nell’isola di Cuba una sanguinosa tirannia e un anno dopo, diventata maestra e appena iscritta al corso di laurea in Pedagogia, Aleida sente parlare dell’assalto alla Caserma Moncada di Santiago de Cuba da parte di Fidel Castro. Quando ha modo di leggere l’arringa difensiva di Castro al processo che lo condanna per quell’impresa, sente quegli ideali vicini alle proprie aspirazioni, e chiede di entrare a far parte del Movimento 26 luglio, che sta preparando la rivolta contro il regime di Batista. È il 1956. Grazie alla sua intelligenza, la carriera militante è rapida, e molto intensa: entra presto in contatto con i dirigenti cittadini e provinciali del Movimento e nel 1958, con le funzioni di coordinatrice provinciale, è mandata in missione sulle montagne dell’Escambray, dove si trovano le truppe dell’Ejército Rebelde al comando di Ernesto Che Guevara, già una leggenda nell’isola. A poco a poco Aleida conquista la fiducia del Che, che la sceglie nel gruppo per trascrivere su un quaderno i propri pensieri durante le fasi calme della guerriglia. Si confida con lei, le chiede di seguirlo in ogni spostamento, Aleida lo vede innanzitutto come un uomo più anziano, poi come comandante dal quale imparare a sopravvivere e a cui affidarsi e infine, ne subisce il fascino. Tanto che quando il Che le dichiara di essere innamorato di lei, proprio nei giorni in cui la battaglia li porta alla vittoria dopo la presa di Santa Clara in viaggio verso L’Avana, Aleida è sorpresa, non è quello che si aspetta di sentire. Comunque nel 1959 i due si sposano e in breve tempo hanno quattro figli – “pezzettini di carne” li chiama lui nelle tante lettere che le scrive dalle diverse e lontanissime terre in cui si trova per l’attività politica di ministro del governo rivoluzionario e il lavoro “che mi assorbe troppo e a volte mi stanca” – bambini che il Che vede poco, l’ultima volta travestito per non farsi riconoscere...
Più che costituire una fonte documentaria, seppur interessante, di alcune fasi importanti della storia della Guerra Fredda, Evocacion è la memoria attenta e precisa di una donna d’altri tempi, il diario di certe aspirazioni che – come l’amore, in assenza del quale Aleida ha trovato un altro compagno di esistenza – possono cambiare con il cambiare delle circostanze ma si trasformano in necessità, è il rituale scritto attraverso il quale è rievocata la figura di un rivoluzionario ma soprattutto una romantica storia d’amore.

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