Fabrizio De André

Fabrizio De André
Dalle scorribande del piccolo Fabrizio De André alle prime lezioni di chitarra, dal suo primo gruppo country all'amicizia con Luigi Tenco, Paolo Villaggio e Riccardo Mannerini, dall'LP d'esordio al tour con la Premiata Forneria Marconi (PFM), attraverso gli amori e le storie, ma anche i lutti e le disgrazie che hanno colpito la vita del “cantore degli ultimi”, fino al suo funerale, a cui hanno partecipato migliaia di persone, ma anche oltre, attraverso le parole di chi l'ha amato, di chi ha studiato la sua opera e di chi ha lavorato con lui, nei libri che lo raccontano, nelle interviste, nei tanti eventi, convegni, inaugurazioni e rappresentazioni che lo hanno visto protagonista anche dopo la morte. Ci si accosta alle canzoni di Fabrizio De André scoprendone il significato recondito, grazie all'analisi letteraria dei testi, dei temi della sua opera: la morte, nelle sue diverse sfaccettature, e la donna, come prostituta, madre e amante.  Si rintracciano i numerosi echi letterari e musicali che hanno influenzato e inspirato il canzoniere di De André - da Edgar Lee Masters a Jorge Amado, da Aristofane a Cecco Angiolieri, da Pavese ad Àlvaro Mutis, il suo scrittore preferito. Si racconta il lavoro di ricerca compiuto dal De André-poeta neodialettale sul plurilinguismo, l'uso fatto nei suoi testi delle lingue e dei dialetti, primo fra tutti quello della sua lingua di acquisizione, il gallurese...
“Avvicinare anche le persone meno esperte di letteratura” all'opera di De André, “nella speranza di riuscire a far apprezzare a più persone un grande poeta”, questa la finalità preannunciata da Silvia Sanna nell'introduzione. Ed è questa la possibilità che offre al lettore: quella di conoscere meglio il poeta, comprendendo il valore universale delle sue canzoni, delle storie che racconta e dei personaggi che rappresenta, al di là del periodo storico in cui vivono, ma senza perdere il contatto e la capacità di analisi della realtà e delle tematiche dell'attualità. In questo sta il grande vuoto lasciato dalla sua scomparsa e per questo è inevitabile chiedersi, come in un'intervista all'autrice, cosa avrebbe detto Faber della nostra società: “sono certa che la sua geniale ironia ci avrebbe aiutato ad affrontare l'attuale situazione politica con lucidità e, allo stesso tempo, determinazione e un solo concept album non sarebbe bastato per delineare il picco verso il basso che l'Italia sta conoscendo, sotto diversi punti di vista, compreso quello culturale e musicale” - risponde Silvia Sanna. Questo libro consente anche di stimare la grande sensibilità dell'uomo, capace di osservare con sguardo benigno, dando dignità a chi vive ai margini, a quelle “anime salve” e “amici fragili” a cui ha dato voce in modo sublime. Per questo, per concludere con le parole dell'autrice, “De André ci manca, ribadirlo sembra quasi una banalità, ma l'unico modo per farlo rivivere, come ha fatto lui con tanti 'amici fragili', è quello di non chiudere gli occhi davanti ad ogni tipo di ingiustizia e "saper leggere il libro del mondo" in ogni sua forma e colore”.

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