Fair play

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Mari è un’illustratrice e una scrittrice, Jonna è un’artista e una regista. Lavorano e vivono ai poli opposti di un grosso caseggiato sul porto di Helsinki. Jonna è un vulcano di idee, e da esse si lascia travolgere e plasmare, ogni giorno. Crea e rinnova, anche solo trasformando una vecchia e stantia parete in casa di Mari: risistemandone i quadri, per conferirle nuova forma e prospettiva, ed evitando, così, che l’abitudine possa annientare lo sguardo, finché “le cose migliori che hai non le vedi più. E si cancellano a vicenda perché sono messe male. Ci dev’essere qualcosa di sorprendente” nella vita, come nell’arte. Come nei film: in quelle profondità in cui Mari e Jonna s’immergono, spesso, sul far della sera, come a cercare la porta d’un nuovo, inaspettato, pensiero…

Tove Jansson, la scrittrice finlandese più amata al mondo, tratteggia un testo (che valica i confini stantii dei generi: va oltre il romanzo e oltre la raccolta di racconti) sull’arte, un manualetto sulla creatività, ma anche sui sentimenti, e su come le due cose possano trovare pacifica conciliazione. Racconta il cambiamento, il viaggio inteso come fuoriuscita dalla propria comfort zone, come curiosità e scoperta: laddove la novità risulta essere l’elemento determinante per “lo stato di grazia creativo”. Ma racconta anche la condivisione della vita, come del processo artistico. Il rispetto, i litigi, gli spazi vuoti lasciati alla libertà e… il silenzio; le parole non dette perché superflue in uno scambio estatico ed esaustivo di sguardi, che è già esso stesso un’opera d’arte. Allora, anche la penna si fa discreta e si muove piano, ondeggia leggera e tratteggia appena due cuori che, complice il tempo e la vita condivisa, hanno davvero imparato ad amarsi. Tutto resta aperto alle infinite possibilità: nulla accade e tutto accade, in un equilibrio, una simbiosi, di vita e di arte, di cui ben si conoscono sia le regole che l’illogicità dell’imprevisto, del mare che, inaspettatamente, s’increspa e si gonfia. Nitida, allora, si fa la prosa, come specchio d’un vivere puro, pulito: d’uno straordinario fair play a due.



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