Fantasmi d'amore

Fantasmi d'amore
Il cinema gotico italiano (qualsiasi cosa questo significhi, come sottolinea l'autore nella premessa) nasce verso la fine degli anni sessanta con film come I Vampiri di Riccardo Freda e La Maschera del Demonio di Mario Bava. Il corollario di streghe ammalianti (chi ha nominato Barbara Steele?), vampire conturbanti, fantasmi, ma anche castelli, tombe e cimiteri, affascinerà lo spettatore dello stivale per poco più di dieci anni, portando allo stesso tempo l'horror della nostra penisola alla ribalta internazionale…
I libri di Roberto Curti nascondono diverse certezze. La prima delle quali è la velocità con la quale vengono scritti. Il Nostro infatti è tanto prolifico quanto preciso e informato. La seconda caratteristica riguarda la completezza dei suoi volumi: anche in questo Fantasmi d'amore non si limita a studiare il cinema gotico italiano del decennio d'oro, ma affronta il fenomeno nelle sue diverse sfaccettature: dal tardo gotico (le esperienze anni '70 e '80) ai lavori televisivi, per passare poi alla letteratura e ai fumetti. Curti, insomma, è uno di quegli studiosi rari nel panorama della critica cinematografica contemporanea, un appassionato, certamente, ma anche qualcuno conscio che analizzare un media come il cinema significa approcciare anche tutte le arti popolari che vi gravitano attorno. Quando si legge un libro come quello di Roberto Curti si può quindi stare sicuri che si intraprenderà un viaggio tanto lungo (quasi cinquecento pagine di volume) quanto completo. Un altro particolare che Fantasmi d'amore condivide con gli altri libri del suo autore è lo stile con cui è scritto: il lavoro di Curti è adatto a tutti i palati perché se si rivolge al lettore più informato attraverso un'indagine storica e sociologica mai banale, con riferimenti alti e citazioni decisamente più popolari, dall'altra parte non disdegna di strizzare l'occhio anche a chi della materia conosce davvero poco. Con uno stile assolutamente piano, che non si lascia prendere la mano da un eccessivo barocchismo e onanismo letterario, l'autore è allo stesso tempo lineare e analitico, rendendo il malloppo un po' meno negativo di quanto possa sembrare. Il prezzo, da tanti criticato, è giustificato dal carattere, comunque di nicchia, della pubblicazione. Diciamo che il sottoscritto preferisce spendere 32 euro affidandosi ad una penna come quella di Curti che investire la metà in uno dei tanti altri pseudocritici italiani che offrono decisamente poche certezze e bassa qualità.

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