Fantozzi totale

Fantozzi totale

A Fantozzi la signorina Silvani piace anche se non è una grande bellezza. Zampa corta all’italiana, denti da coniglio, rispetto alla Pina ha però due importanti qualità: la giovane età (l’idea di avere a che fare con una ragazza più giovane di lui di dodici anni lo solletica molto) e una certa vitalità (quello che non sopporta di sua moglie è la totale e triste rassegnazione). Così una domenica pomeriggio Fantozzi la invita per una passeggiata e lei accetta. Alla Pina dice che sarebbe andato alla partita (anche se gli intrighi di questo tipo sono del tutto inutili perché la moglie si beve qualsiasi balla) ed invece si presenta tutto profumato e pettinato sotto casa della signorina Silvani. Da bravo galantuomo le apre la portiera della macchina, ma quando la richiude si dimentica di togliere il pollice provocandosi un dolore così lancinante da farlo svenire. Dei passanti lo aiutano a riprendersi, e quando lui torna in sé minimizza con fare eroico:“Non è niente, andiamo”. E conduce la signorina Silvani verso la città vecchia…

Sicuramente, se Fantozzi è uno dei principali personaggi dell’immaginario comico italiano lo si deve al cinema ed ai dieci film che Paolo Villaggio ha interpretato (anche se la parte di Fantozzi fu offerta prima a Pozzetto e Tognazzi, che la rifiutarono). Film che a quarant’anni dalla loro uscita vengono ancora riproposti in tv in prima serata. E probabilmente molti dei fan più accaniti, quelli che citano a memoria le scene più divertenti del film, neanche sanno che il mito è nato da un romanzo del 1971 concepito dallo stesso Villaggio. Per questo la più importante virtù di questa iniziativa di Einaudi, che raccoglie in un unico volume i migliori episodi del famoso ragioniere, è proprio quella di colmare questa lacuna ed avvicinare chi ancora ride nel rivedere per la centesima volta la scena del biliardo, della caccia eccetera, all’embrione di quella comicità grottesca e surreale: la sua opera letteraria. Essendo nella maggior parte dei casi identica alla sceneggiatura la lettura non è affatto inedita (a parte un racconto introduttivo scritto da Villaggio, ma di scarso impatto). Impossibile quindi non sovrapporre l’immagine rievocate dal libro con quelle dei film, ed è impossibile non domandarsi di come mai alcune cose siano state cambiate. Per esempio: come mai quel Fracchia, collega tanto caro a Fantozzi  sia stato accoppiato con Dracula e sostituito da Filini? Ma che si sia nostalgici della pellicola o meno, bisogna ammettere che la comicità scaturita dalle pagine ha sfumature diverse da quella dello schermo, e di sicuro chi leggerà per la prima volta la versione cartacea di Fantozzi si troverà a ridere delle varie scene del biliardo, della caccia eccetera per l’ennesima volta. Con risate del tutto inedite. E poi volete mettere la soddisfazione di stupire gli amici che citano il film dandosi arie da grandi esperti di Fantozzi con le curiosità e le piccole differenze tra il film ed il romanzo originale?



 

 

 
 
 
 

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