Fate presto e mirate al cuore

Fate presto e mirate al cuore

I fiori sono proibiti nella stanza di Serena. È proibito praticamente tutto e Renzo si presenta a mani vuote. Serena apre gli occhi per accoglierlo e Renzo è di nuovo colpito dai cambiamenti che in poco meno di due mesi si sono prodotti su quel volto. Il viso che ricordava era scolpito da un artista. Quello che Serena presenta in quel momento è stravolto nei lineamenti, come se lei fosse ingrassata oltre misura o stesse soffiando dentro l’ancia di una tromba. Persino la fronte, che non è distinguibile dal resto del capo, è più bombata di come Renzo la ricordava. La sottile ruga che la impreziosiva e che Renzo amava seguire con le labbra è scomparsa. Gli occhi hanno perso quel taglio magico che li rendeva perennemente tristi. Ora sono sottolineati da due grosse borse, ma nonostante questo sono ugualmente occhi belli. “Ciao”, dice Renzo. Serena risponde al saluto chiudendo gli occhi e in questo gli ricorda la sua gatta, che stringe le palpebre allo stesso modo, quando lui le parla. Quella somiglianza gli fa piacere. La seconda parola che Renzo si è preparato è “stronza”. Da giorni pensa a come approcciare Serena…

Serena Ainardi vive oramai da tempo sotto scorta perché la criminalità organizzata ha giurato di farla fuori. Troppo scomoda, troppo pericolosa. È brava, è intelligente, è scaltra, è un sostituto procuratore brillante e capace. La Spa è una società criminale che è imputata nel corso di un’istruttoria che è in procinto di chiudersi: per questo motivo la morte di Serena sarebbe un punto decisivo a favore dei delinquenti, che a tale fine hanno assoldato un sicario, Salvatore Nicosia, che, come da ordini impartitigli, dovendo fare in modo che tutto appaia come un incidente, cerca di carpire i segreti della vita della donna. E non sono pochi. Quello che colpisce nella nuova prova narrativa di Aldo Costa, copywriter freelance che ha già all’attivo un buon numero di pubblicazioni, è la fluidità. Il romanzo si legge con la medesima facilità con la quale si fruisce un film di genere ben costruito in cui, grazie a un sapiente montaggio, non ci sono tempi morti: se lo sviluppo della trama è comunque classico, la svolta, il colpo di scena che genera poi una cascata di capovolgimenti, giunge comunque inattesa, e per questo molto efficace. La caratterizzazione degli ambienti e soprattutto della psicologia dei personaggi è molto puntuale, e i temi affrontati, come quello della malattia, sono trattati con asciuttezza e senza retorica.



 

 

 

 
 
 
 

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