Fermati un minuto a salutare

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Dodici brevi racconti, dodici abbaglianti schegge di vita ognuna preceduta da una citazione, più o meno colta, ad introdurre ed arricchire il tessuto della la trama (Virginia Wolf, Charlie Brown, Amelie Nothomb, Cesare Pavese e I manuali del Corriere della Sera, solo per citarne alcune). Il repertorio di queste piccole storie spazia da appannati ricordi di infanzia sollecitati non da una madlene ma da una irresistibile, e molto meno nobile, fetta di anguria (Elsa nella nebbia), ad una scarpa slacciata che favorisce un fastidioso (ma forse provvidenziale) ritardo (Lacci), da un aspirante scrittore che incontra il suo autore culto che gli dispensa sibilline gocce di saggezza (Antipasto D’Autore), ad un aperitivo che per una donna sola si trasforma nella chiave per assaporare una avventura insolita (The Price of Spritz), fino ad arrivare ad una originale dichiarazione d’amore inviata alla “posta del cuore” di un settimanale da un disperato amante della letteratura (Pen(n)e d’amore, il migliore tra i dodici).
Lo stile asciutto ed evocativo della promettente autrice, classe 1978, ricorda molto da vicino quello di Niccolò Ammaniti, il più “cinematografico” fra i giovani scrittori italiani in circolazione. L’autrice maneggia con abilità una sintassi frammentata fatta di periodi spezzati, tanto da creare un effetto "flusso di coscienza", ammaestrato, però, da una grande capacità di fotografare in maniera realistica gesti, sguardi e situazioni. Chiara Valerio, alla sua seconda fatica letteraria e già vincitrice nel 2003 del premio Carter-Prospektiva , sorprende per la naturalezza e l'autenticità con cui riesce a scavare nei piccoli disagi quotidiani dei suoi personaggi. Questi eterogenei racconti, a volte semplici, a volte criptici e sorprendenti, non sono un puro esercizio di stile, come spesso accade di trovarne tra gli scaffali delle novità, ma un esempio di come si possa celebrare il quotidiano investendolo di una banale ed umile sacralità. “La pessima qualità dei cibi mi intossica quanto la cattiva qualità dei libri editi”, dice uno dei personaggi, ma in questo caso si può tranquillamente affermare che qui, invece, si sta parlando di una pubblicazione da gourmet.


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