Finale a sorpresa

Finale a sorpresa

2008. Una domenica di marzo, durante la partita del Napoli, un candelotto di dinamite sbriciola un chiosco dei gelati nella periferia nord della città. I poveri coniugi proprietari non riuscivano a pagare il richiesto aumento del pizzo,a piazzare l’ordigno con perizia è stato il 16enne Michele Baleno Faraone, carnagione scura, capelli nerissimi, anelli alla narice sinistra e sul sopracciglio destro, manovale della camorra come il padre (caduto sul lavoro cinque anni prima). Per caso muore la signora Rosaria che, in strada, aspettava un’amica. Baleno e Yoyò se ne vanno a giocare a calcio in un minuscolo campo sotto i palazzoni. Fra gli otto inconsapevoli ragazzi c’è l’amico più caro, il quasi quattordicenne Nino Raggio. Qualche giorno dopo Baleno viene picchiato di brutto per l’errore e Nino è testimone dell’esecuzione del giovane e ambizioso capozona di Miano: ha visto un killer, decide di testimoniare. Il viceparroco dell’oratorio lo aiuta, la famiglia è costretta a fuggire al nord e, dopo qualche mese, entra nel programma protezione testimoni. Inizia un’altra dura vita, il richiamo di luoghi e volti cari struggente, arriva una grave malattia, nessuno perdona niente…

Il giornalista savonese Bruno Lugaro (classe 1959) racconta la guerra fra clan per il controllo del mercato della cocaina, iniziazioni mattanza violenze tradimenti, per il tramite di due adolescenti, uno “chiodo storto”, arruolato sul campo e fuggito da una casa inospitale, l’altro figlio di insegnante e maestra, più spensierato e riflessivo. Entrambi vengono segnati dal contesto e vivono drammi psicologici e fisici (a Baleno hanno rotto ulna e anca e provocato zoppia ed epilessia, a Nino diagnosticheranno la leucemia). La storia è narrata in terza persona varia. L’amicizia perdura, a distanza, nella sofferenza di chi non può più correre e segnare nel campetto della parrocchia e resta parallela alle fatiche della giustizia. Sullo sfondo le elezioni e l’onorevole corrotto Vito Poliano che gode e si arrangia: 59 anni, laurea comprata di ingegnere, imprenditore edile, collezionista di appalti truccati e di voti cattolici, amico di un oligarca russo e delle sue splendide prostitute. La brava coraggiosa giornalista lesbica Claudia Bergamini prova a dare una mano, facendo il suo mestiere. Il cibo non conta e Clementino è un rapper.



 

 

 

 
 
 
 

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