Fine partita

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Philippa Balfour ha vent’anni, è figlia di un banchiere, ha un fidanzato con cui ha litigato ma del resto è una cosa ricorrente. Solo che stavolta è sparita dall’elegante appartamento in cui papà l’ha sistemata ad Edimburgo. Una scomparsa volontaria o qualcosa di molto peggio? L’ispettore John Rebus della polizia scozzese indaga prendendo in considerazione ogni ipotesi: certo l’attenzione si punta subito su David Costello, fidanzato disperato ma non troppo che forse non racconta proprio tutta la verità sull’ultimo litigio, ma non tardano a subentrare molte altre ipotesi che legherebbero la scomparsa ad antichi assassini forse emulati. Il clima nella squadra investigativa non è idilliaco, sospetti di favoritimi tensioni e rancori non impediscono comunque all’agente Siobhan Clarke di trovare qualcosa di inquietante nel computer di Flip ‒ così era soprannominata Philippa. La ragazza aveva più indirizzi mail, riceveva dei misteriosi messaggi da un certo Quizmaster. Quiz che una volta risolti portano a un livello superiore senza che si capisca il fine ultimo del gioco. Attività questa di risolvere indovinelli e sciarade di cui nessuno sapeva niente, a parte il misterioso interlocutore che sembra impossibile da trovare. Non era fra l’altro l’unico segreto che la ragazza custodiva e che infittisce il mistero intorno alla sua scomparsa…

Fine partita ‒ per quanto complesso e articolato, come nello stile di Ian Rankin ‒ fila via incastrando svariate tracce per arrivare alla soluzione del caso. Un po’ ingerenti forse le elucubrazioni sui cambiamenti di vita che non solo Rebus sta meditando e che distraggono dal caso. Altra nota semidolente è l’eccessiva presenza d giochi di parole – il gioco online che Flip stava facendo quando è scomparsa si basa su definizioni da decifrare e indovinelli ‒ che per quanto egregiamente tradotti perdono molta della loro efficacia nella nostra lingua. Scritto nel 2001, il romanzo con la mancanza di punti di riferimento temporali che inducono a dare per scontata la contemporaneità confonde un po’ il lettore che lo approccia oggi. Fin dalle prime pagine però la necessità di consultare la posta elettronica della ragazza scomparsa cozza con il fatto che alla centrale non sia disponibile una connessione internet o dei portatili. Non viene utilizzato alcun motore di ricerca per consultare libri mappe e giornali ma c’è un gran lavoro di gambe e ore di biblioteca. Insomma qualcosa stride e distrae dalla lettura. L’intreccio, che rimane comunque all’altezza delle aspettative, e la conclusione del tutto inaspettata lo rendono comunque piacevole e coinvolgente. Una prova d’autore quasi completamente riuscita.



 

 

 

 
 
 
 

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