Fiori d'inverno

Fiori d'inverno
Alice è una anziana e battagliera giornalista, femminista fino al midollo che, giunta ll’età in cui dovrebbe trasformarsi in una tranquilla vecchietta, continua invece a mettersi in discussione e a giudicare in modo ironico ed amaro la vita, sua e di quelli che le stanno intorno. Alice vive gli anni della terza età circondata dalla sua numerosa famiglia: il marito Adrien, che in fondo non l’ha mai capita, la figlia Marion, che vive un lacerante sdoppiamento divisa tra l’affetto per un consorte distante e la passione per un amante lontano, la sorella Helene, così diversa da lei ma profondamente complice, e poi ancora nipoti e bis-nipoti troppo presi dalle distrazioni e dalle innovazioni della società moderna e troppo poco curiosi ed empatici per accedere a ricordi e battaglie di una nonna sui generis. Su tutto veglia una Moira, la voce del Destino che irrompe più volte nel racconto e ne tesse la trama con implacabile ma devota reverenza...
Il titolo di questo intenso romanzo ha il sapore di un ossimoro: accosta i fiori, simbolo di freschezza e vitalità, all’inverno che invece rappresenta il declino e la morte. Alice, l’anziana patriarca, è un fiore d’inverno perché in lei convivono l'ardore e lo slancio della giovinezza accanto alle inevitabili ed impietose stigmate della senilità. Alice sa, però, che né le rughe, né gli acciacchi, né le illusioni perdute possono impedirle di continuare ad essere quello che era un tempo: una giovane donna battagliera ed ostinata. Dalle tormentate vicende famigliari della protagonista emerge un profonda, e mai dolente, riflessione sulla terza età, che generazione dopo generazione sembra perdere di significato trasformandosi da valore aggiunto in handicap: una malattia innominabile da nascondere con punturine miracolose e stupefacenti pillole blu. La Groult - scrittrice e giornalista francese alla soglia dei novanta famosa nel suo paese anche per il suo impegno femminista – ci spalanca le porte non su un romanzo sentimentale ma su un racconto “di sentimenti” animato da una sinfonia di personaggi complessi e punteggiato da situazioni capaci di coinvolgere e commuovere. Leggere non è un semplice passatempo ma un rito che porta in sé qualcosa di sacro. Imbattersi in un buon libro è quindi come ricevere un sacramento: te lo porti impresso addosso per il resto della vita... e questo è davvero un buon libro. Bella e raffinata la scelta grafica della cover: La damigella d’onore di Millais infatti non sembra affatto una timida ragazza di metà ottocento, ma una moderna e sfrontata “figlia dei fiori”.

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