Flashback

Flashback
Il vecchio ha il solito sguardo di sempre, ti entra dritto nell'anima, ti costringe a giocare al suo gioco. Non è la prima volta che lo incontro, l'avevo già conosciuto quand'ero detective della Omicidi, una vita fa. Eppure è come se nulla fosse cambiato da allora, lui cerca ancora di scoprire chi ha ucciso suo figlio Keigo. Ed io? Beh, non sono più un ufficiale di polizia ormai. Non devo più rassicurarlo sull'operato della polizia. D'altra parte, quella volta non sono riuscito a scoprire chi abbia ucciso il ragazzo. Non si vince sempre. Anzi, si vince raramente e spesso vincere è frutto di compromessi. Niente compromessi, stavolta. Il vecchio mi ha fatto venire, si aspetta delle risposte ed io ho bisogno di clienti. Si aspetta di sapere perché stavolta potrei riuscire dove ho fallito prima. Già, cosa c'è di diverso stavolta?

Un romanzo in cui Dan Simmons affronta gli incubi, ormai consueti per il pubblico degli appassionati, di una distopia un po' anni Ottanta. Se vogliamo, un romanzo fantascientifico dal sapore vagamente retrò, una trama dipinta con i classici toni del tecnopoliziesco. E tuttavia un grande scrittore come Simmons non poteva accontentarsi di ripercorrere le orme di altri grandi, come Chandler e Gibson. Pur inserendosi nel solco della letteratura hard boiled e cyberpunk, Simmons ci consegna il grande affresco di un'America futura da incubo. Un futuro in cui le multinazionali straniere decidono i destini dell'economia americana, in cui molti americani sono ormai schiavi del “flashback”, una nuova potentissima droga sintetica. Le nuove tecnologie hanno portato nuova miseria e nuove forme di alienazione mentre i nuovi potenti vivono nel lusso più sfrenato. Viene, anzi, il dubbio che la trama poliziesca non sia un pretesto per gettare uno sguardo più che fosco al futuro e narrare la decadenza della nazione che ancora si considera una guida mondiale. Eppure, Simmons non rinuncia all'introspezione soggettiva del suo protagonista. L'incubo non è semplicemente tutto intorno, ma anche all'interno di noi stessi. Tornare indietro sui propri passi e affrontare i propri fantasmi, ciò che è rimasto irrisolto e che ancora ci tormenta. Ecco, forse, il filo di Arianna che collega il lettore a questa storia.

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