Florence

Il giovane Ludovico è pronto a tutto pur di convincere il capo de “La Nazione” a spedirlo al fronte come reporter di guerra. La vera svolta della sua carriera giornalistica, un’occasione pazzesca. Sì perché la guerra ci sarà, siamo nel 1914, l’Italia ancora tentenna ma è evidente che sia la sola scelta possibile. Anzi, Ludovico reputa incredibile che ci siano così tanti pacifisti e, nei salotti intellettuali fiorentini che qualche volta frequenta, li scansa come peste anche se tra loro riconosce qualche suo vecchio amico dei tempi di scuola. Ormai è cresciuto però, affrancarsi dalle sue origini umili è tutto ciò che conta. Partire, seguire le truppe, scrivere pezzi straordinari per il giornale e poi tornare a Firenze trionfante. Ecco cosa deve fare, poco importa se per facilitare questa partenza deve mendicare qualche quattrino dalla sua ricca amante, che molla al suo destino per seguire il suo piano. Non tutto va come si aspetta, però: poco prima di partire conosce una ragazzina di nome Irene, figlia di un suo insegnante, cresciuta a Parigi ma costretta a venire in Italia a vivere col padre. Una ragazza fuori dal comune, di vedute politiche opposte alle sue ma come lui divorata dal bisogno di evadere da un contesto che le va troppo stretto. Anche la guerra non è come se l’aspettava: non certo quel tripudio di militari in pompa magna che marciano trionfanti e hanno la meglio sui cattivi. No, piuttosto una sinfonia di bombe che squarciano corpi e rendono il semplice fatto di esistere così precario…

Romanzo storico con una vena romantica, questa lettura ha certamente il merito di essere scorrevole e accessibile nonostante il tema aspro. Nella Firenze di inizio Novecento, il lettore entra coi personaggi nei salotti degli intellettuali, nelle redazioni dei giornali ma si mischia anche all’umanità più misera, non tanto nelle tasche quanto nello spirito. Riviviamo così la temperie politica che di certo avrà agitato gli animi nei periodi precedenti l’entrata in guerra dell’Italia, i tormenti di una giovane che si scontra con l’arretratezza delle vedute nostrane sull’educazione delle donne, la furia di un amante più preoccupato dello sberleffo pubblico che della delusione privata. Viviamo col protagonista il bisogno cieco di affermarsi socialmente, a qualsiasi costo, e vediamo anche come l’orrore della guerra possa far crollare le più assolute convinzioni, rimettendo in discussione il tema stesso dell’esistenza dell’uomo. Ricco di temi, vivace, con personaggi variegati e ben rappresentati, questo romanzo d’esordio è intenso e ben costruito, anche se il tema centrale dell’esperienza della guerra è un po’ leggero e, seppur intenso, manca della drammaticità di romanzi storici più maturi. Del resto, le dinamiche relazionali che si sviluppano tra le pagine, dentro e fra i personaggi, sono già ingredienti sufficienti e ben dosati per regalare ai lettori un’immersione totale in un’epoca così vicina eppure così poco conosciuta.

 


 

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