Foresta di fiori

Foresta di fiori
Una ragazza che torna da scuola prende un autobus affollato di persone e beni primari; un catechista che non ha più adepti/allievi litiga con il suo vescovo; un pescatore impazzisce e lo seppelliscono vivo; un tipo che non parla mai viene bruciato vivo, un altro pesca dei granchi e i soldati lo pagano 500 dollari invece di 400, ma a lui non cambia un cazzo perchè tanto non sa contare...
Siamo in Nigeria, nel piccolo villaggio di Dukana, tra strade polverose e case dalle pareti di fango. Qui i collegamenti sono garantiti da carreti scricchiolanti sovraccarichi di beni primari, bestiame e persone; le poche scuole presenti sul territorio sono lontane - nelle città - così rimanere analfabeti spesso risulta l’unica soluzione adottabile; le chiese sembrano scomparire a causa delle pessime condizioni economiche in cui versano i catechisti; mentre riti di magia nera e stregoneria vengono adottati per scongiurare cattivi presagi e guarire la pazzia. Dukana, come molti altri paesi dell’Africa centrale, è il simbolo dell’arretratezza in cui versa l’intero Continente, e se da un lato tutto ciò genera in noi occidentali un’inguaribile simpatia verso contadini e pescatori che combattono la miseria con l’umiltà delle loro forze, dall’altro dobbiamo chiederci come l’incontro con la nostra cultura possa essere utile a queste civiltà, domandandoci infine qual è stato l’atteggiamento che l’occidente ha attuato nelle zone povere del Continente Nero. Foresta di fiori è il primo scritto tradotto in Italia di Ken Saro Wiwa, celebre attivista noto in occidente per aver condotto alla fine degli anni ottanta una lunga e duratura campagna contro le multinazionali del petrolio insediatesi nell’Africa centrale, campagna che terminò a metà degli anni novanta con la morte dello stesso Saro Wiwa. Le vicende dell’attivista africano tornano oggi di grande attualità, vuoi perché Roberto Saviano cita spesso l’autore durante le sue conferenze, vuoi perché la rock-band italiana Il teatro degli orrori apre il suo secondo album con il lancio del singolo "A sangue freddo" dedicato al ricordo di Ken Saro Wiwa. Corsi e ricorsi storici a parte, Foresta di fiori è un testo sempre attuale, ricco di frammenti etnografici di un’Africa che in passato senza troppi scrupoli abbiamo sfruttato e che ora sarebbe corretto aiutare.

 

 

 

 
 
 
 
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