Fragile come noi, forte come l’amicizia

Fragile come noi, forte come l’amicizia
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Tre sono le tappe fondamentali che Caddy si prefigge di conquistare entro i sedici anni: avere un ragazzo, perdere la verginità e vivere uno di quelli che definisce Eventi Significativi. Non vuole più essere quella insignificante che frequenta una scuola privata e ha buoni voti ma non eccelle in niente, tantomeno nella vita sociale: ma forse tutto continuerebbe così fino al diploma senza sorprese né scossoni, se nella sonnolenta Brighton non fosse appena arrivata una nuova ragazza. Si chiama Suzanne, sta in classe con la sua migliore amica Rosie che non smette di insistere per farle conoscere, e magari Suze potrebbe anche piacere a Caddy se solo non sembrasse miss teenager UK. Ma nel suo esclusivo rapporto da migliori amiche che sanno tutto l’una dell’altra la nuova arrivata non è prevista, Caddy non può non odiarla visto quanto piace a Rosie, e poi è spigliata e simpatica e divertente e mille altre cose che Caddy non è. Ma dietro quella maschera di perfezione che fa di Suzanne la reginetta del ballo, si nasconde molto altro…

È ancora possibile scrivere di amicizia al femminile e non essere banali o melensi o ricalcare noti cliché? Decisamente sì, Sara Barnard lo dimostra raccontando una storia coinvolgente sincera e senza filtri, immediata come il linguaggio degli sms e dei tweet, appassionante perché potrebbe essere vera e forse un po’ lo è, perché una volta tutte abbiamo avuto sedici anni, un’amica del cuore e guardandoci allo specchio abbiamo desiderato essere diverse. Perché è vero che l’amicizia a due può essere complicata ancor di più lo è quella a tre, specie quando il dolore e l’insicurezza sono parte del quotidiano come accade a Suzanne. La scelta di una narrazione in prima persona si rivela efficace e l’angolatura da cui Caddy inquadra la sua vita risulta essa stessa significativa: “(…) ho una teoria sugli Eventi Significativi: capitano a tutti, ma a qualcuno più spesso che agli altri, e il numero di eventi che vivi influisce su quanto sei interessante, sulla quantità di storie che puoi raccontare, quelle cose lì”. L’esordio della giovanissima inglese (teenager come le sue protagoniste) si rivela imperdibile per gli under 18, e decisamente consigliato anche a chi quella soglia l’ha varcata da tempo.

 

 

 

 
 
 
 

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