Frammenti di memoria

Frammenti di memoria
Intorno alla figura di Giulio Einaudi hanno gravitato tante cose: il destino della più prestigiosa casa editrice del secondo dopoguerra, amici e collaboratori come Vittorini, Pavese, Leone Ginzburg, Calvino, grandi scrittori italiani e internazionali, artisti, familiari. Un racconto, composto da frammenti di una semplicità disarmante, che si dipana dall'infanzia degli anni '20, passando inevitabilmente attraverso la fondazione e la crescita della Einaudi, fino agli anni '80. Piccoli episodi, ritratti, aneddoti, riflessioni di uno dei più grandi editori della storia italiana...
“Questo libro non vuol essere la storia della casa editrice e neppure la storia di me: sono solo frammenti di memoria, e non altro”: niente definisce meglio questo volume delle parole che Giulio Einaudi stesso utilizza nel congedarsi dai lettori, verso la fine del suo racconto. Una definizione a togliere, perché molto più facile è dire che cosa questi ricordi non sono. Chi pensa di trovare in questo libro la storia della casa editrice o un romanzo autobiografico resterà deluso, il lettore si trova davanti un testo discontinuo, spezzato in tanti capitoletti, ognuno dei quali è un ricordo di Giulio Einaudi. Piccoli cammei dallo stile semplice ma incisivo, capaci di arrivare al cuore dei paesaggi, delle situazioni, delle persone che in questi microracconti vivono. O rivivono. Come nel frammento dove Giulio Einaudi confessa di immaginare, ogni volta che dove prendere una decisione editoriale, di chiedere consiglio ai suoi vecchi collaboratori Pintor e Pavese e Leone Ginzbur, e allora prendono vita dentro di sé come degli incontri (le mitiche riunioni editoriali del mercoledì) dove Giaime Pintor è in polemica con Vittorini, “Vittorini con Calvino, e infine Pavese con Felice Balbo”. Il libro, uscito per la prima volta nel 1988 da Rizzoli, e ristampato per celebrare i dieci anni dalla scomparsa di Giulio Einaudi, offre al lettore ritratti inediti di personaggi come Hemingway, Gadda, Croce e tanti altri. Frammenti che riflettono con grande efficacia il modo di pensare e di concepire il mestiere dell'editore di Giulio Einaudi: un lavoro che si costruisce sul confronto, la discussione, il dibattito e, in definitiva, la libertà. Ancora più sotto, in profondità, a legare un frammento all'altro la personalità e l'umanità che da questi scritti traspare. Il libro è arricchito, rispetto alla edizione del 1988, da una preziosa sezione iconografica con foto d'epoca, una introduzione di Francesco Biamonti e una nota finale di Natalia Ginzburg. Utilissimo per gli studiosi l'indice dei nomi e delle opere citate.

 

 

 
 
 
 
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