Francobollo d'addio

Francobollo d'addio
Giunta alla soglia dei quarant’anni Mariana riceve da Fortaleza un grande pacco di carta scura contenente gli scritti proibiti appartenuti alla zia Maria das Graças Nogueira de Alencar, che si è appena tolta la vita nell’antica abitazione di famiglia. Dietro ai racconti della zia si cela il dolore di una donna alla quale, per usanze familiari, è stato impedito di frequentare l’università, di sviluppare e rendere pubblica la propria ansia di scrivere, di aiutare la sorella Melba ad uscire da un riformatorio religioso, in cui era stata reclusa per espiare peccati carnali. Ma soprattutto le è stato imposto di sacrificare i propri sentimenti e restare zitella per accudire la madre. Mariana percorre le pagine di questo diario, tenuto nascosto in un cassetto per tutta la vita insieme con il ricordo di un amore mai sbocciato, accarezzando teneramente le segrete memorie personali di chi a sua volta custodisce, da lungo tempo, tra le pieghe del cuore il pesante trauma della scomparsa di Vasco. Il fidanzato che, inviso alla dittatura politica, molti anni prima fu portato al Campo dos Afonsos e gettato in mare da un aereo. Destini lontani quelli delle due donne, eppure indissolubilmente accomunati dallo stesso sangue e dallo stesso temperamento. Una condizione che non impedisce, tuttavia, alla nipote di disobbedire alle ingiunzioni dei propri genitori, laureandosi in giurisprudenza e sposandosi con Benito Assunçao, ultimo erede di una ricca famiglia di armatori. Riuscendo in tal modo a sostenere economicamente l’endemica causa dei Nogueira de Alencar contro la Banca del Brasile e di aiutare la sorella Leonor, nel momento in cui questa deciderà di mettere fine, nella maniera più tragica, a un matrimonio contratto con un uomo gretto e meschino…  
Autrice di numerosi romanzi, Heloneida Studart è stata una delle voci femminili più significative della letteratura brasiliana del secolo scorso, di cui purtroppo in Italia è arrivato pochissimo. Giornalista e attivista politica ha lungamente contribuito a combattere la putredine dei quartieri poveri di Rio de Janeiro e la discriminazione sociale nei confronti delle donne. Ma a leggere Francobollo d’addio, il secondo bel romanzo che Marcos y Marcos pubblica in Italia dopo La libertà è un passero blu, nella piacevole traduzione di Amina Di Munno, il suo lungo itinerario sullo sfondo del Novecento sembra condensarsi in una dimensione domestica, dissolversi in una scrittura intensa e vibrante, in un arabesco che cattura con soffice intuizione tanto i malinconici disagi dell’anima quanto gli amari risvolti della vita. Perché questa è la storia di due intense figure femminili, che hanno compresso entrambe la propria vita in un lungo periodo di coatto servizio silenzioso alle esigenze famigliari, attraverso percorsi esistenziali diversi e in qualche modo speculari. Ma anche l’evocazione di una tradizione sociale, che - lungo il pur tormentato crinale della storia brasiliana - è stata ed è rimasta profondamente maschilista, nelle sue regole non scritte come nelle sue leggi esplicite. E’ da tali profondità che prende consistenza un’intensa vena descrittiva, che si attarda a raccogliere sfumature psicologiche, per affastellarle in una tensione narrativa che si nutre di un mondo dove egoismo e solidarietà, solitudine e amore, protervia e docilità si attraggono e si respingono in infinite variazioni.

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