Fratelli nella notte

Fratelli nella notte

Emilia Romagna, 1944. Mario e Giovanni sono fratelli. Hanno quindici anni di differenza e quasi nulla in comune. A malapena si salutano, quando si incontrano nei campi. Giovanni ha sposato Cristena, fascista orgogliosa, hanno da poco avuto un bambino. Mario ha vissuto con i genitori fino a quando due uomini in divisa gli hanno consegnato una lettera. Il ragazzo ha diciotto anni e in guerra non ci vuole andare. Si rifugia prima da alcuni parenti, che abitano lontano, ma l’arruolamento forzato non si dimentica di lui. Si unisce dunque a un gruppo di quelli che stanno sulle montagne e parlano di comunismo: Mario non capisce niente di quello che dicono, lui è abituato a parlare in dialetto o al massimo a grugnire, come gli animali di cui ama prendersi cura. In più è basso, non sa imbracciare un’arma, così che gli sono affidati i medesimi compiti di fatica cui era abituato nella vita di prima. È così piccolo e agile che i compagni gli affibbiano Tarzan, come nome di battaglia. Un giorno, tuttavia, anche a Mario-Tarzan tocca fare la guerra: in poche ore molti dei suoi sono morti, e lui ha un pezzo d’intestino che è uscito fuori dal corpo. È proprio in quelle ore tra la vita e la morte, nei brevi momenti di lucidità, implora che suo fratello maggiore lo venga a salvare…

Le persone che fanno parte della nostra cerchia familiare, soprattutto quelle più anziane, hanno tutte - chi più, chi meno - un passato collegato alla guerra. Si dice così, la guerra, senza dover specificare quale. Fratelli nella notte è un romanzo cortissimo, meno di cento pagine, ma di un’intensità sbalorditiva. Cristiano Cavina mette a nudo la storia di suo nonno Giovanni, detto Gianì, e di suo prozio Mario. Una storia che per molto tempo ha volteggiato negli aneddoti di famiglia, ma senza che gli sia stata mai raccontata in modo compiuto. Una storia che Cavina ha scelto di regalarci mettendo insieme i suoi frammentati ricordi di bambino, i racconti ascoltati decine di volte, e l’immaginazione di uno scrittore che rielabora a modo suo un periodo significativo della storia italiana. La guerra e la Resistenza da una parte, il mondo contadino della Romagna dall’altra. Ancora oggi, settant’anni dopo, il filone narrativo su quegli anni e quei luoghi appare inesauribile, e non ce n’è mai abbastanza, nessuna storia sarà mai di troppo, perché aiutano a guardare ai fatti di oggi con un orecchio teso a ciò che è stato, per fare tutto ciò che è possibile perché simili errori non siano più ripetuti.



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