Freddo sud

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Annika Bengtzon, cronista di un quotidiano della sera di Stoccolma, è donna semplice e complessa insieme: semplice per modo di vita e abitudini quotidiane, complessa per il suo approccio intellettuale alla realtà, specialmente quando deve scrivere su fatti di cronaca nera. In questo caso si trasforma in detective, ispeziona scene del crimine, intervista testimoni con estrema tenacia. E non si accontenta di quanto appare in superficie, delle risposte ovvie e banali. Quando in Spagna, nella mitica Costa del Sol, la famiglia di Sebastian Söderström, campione svedese di hockey sul ghiaccio, viene sterminata da un attacco con il gas a opera di una banda di rapinatori, Annika viene inviata sul posto dal suo giornale. Comprende subito che il caso non può essere archiviato come una semplice rapina conclusasi tragicamente ‒ come invece vorrebbe la polizia spagnola ‒ e comincia ad andarsene in giro a contattare persone e a porre domande. Entra così in contatto con la corruzione che si nasconde dietro le facciate delle ricche e pretenziose case di vacanza: droga, compromessi, violenza, il tutto non privo di risvolti internazionali. La nostra giornalista detective si convince che l’assassinio dei Söderström non appartiene al caso, ma è stato lucidamente voluto. Nonostante la sua difficile situazione familiare in Svezia – Thomas, suo marito, l’ha lasciata per un'altra donna e i due figlioletti reclamano la sua presenza – Annika non risparmia né energie né intelligenza per arrivare alla soluzione del caso, intricato e complesso oltre ogni apparenza…

Annika Bengtzon, già protagonista di precedenti thriller di Liza Marklund, non delude il lettore, che la segue sia nell’indagine che nella vicenda personale, con interesse e tensione sempre crescenti man mano che si addentra nel romanzo, complesso quanto basta, ben costruito e documentato: traffico europeo di stupefacenti, riciclaggio del denaro sporco e altri reati economici e finanziari introducono nel racconto di fantasia gravi elementi di pressante attualità relativi alla criminalità internazionale. Il racconto, teso tra la Svezia, la Costa del Sol e perfino il Marocco, nel quale fatti del passato si intersecano al presente e determinano azioni e decisioni, può apparire in alcuni momenti molto complesso. E questo, lungi dall’essere un difetto, contribuisce alla corsa di chi legge verso lo svelamento finale. Liza Marklund, che è stata definita la First Lady del giallo svedese, ha anche il merito di offrire nei suoi romanzi un punto di vista critico e ben documentato sulla società contemporanea, i suoi problemi e le sue degenerazioni. In particolare offre un ritratto senza reticenza della società svedese, delle contraddizioni e della crisi che sembrano mettere seriamente in forse il tradizionale sistema di grande welfare e di consolidata tolleranza.



 

 

 

 
 
 
 

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